Sempre più le imprese trentine guidate da stranieri: “Aumento del 35% in 10 anni”. Albania al primo posto tra i Paesi di provenienza
Nonostante l'incidenza delle imprese con soci e amministratori di origine straniera in Trentino sia inferiore rispetto alla media del Nord-Est e a quella italiana, negli ultimi 10 anno la crescita è stata significativa: i dati della Camera di Commercio

TRENTO. Di fronte alle prospettive non certo rosee che l'inverno demografico pone per il futuro – in particolare per quanto riguarda il mondo del lavoro: nei prossimi 10 anni in Trentino Alto Adige saranno circa 21.300 i lavoratori potenziali in meno – la popolazione straniera rappresenta da tempo una delle poche componenti in crescita e, guardando agli ultimi 10 anni, all'aumento demografico si accompagna in Provincia anche una crescita significativa delle imprese guidate da stranieri.
A certificarlo sono i dati che arrivano dalla Camera di Commercio di Trento, che precisa come il totale delle imprese trentine con soci e amministratori di origine straniera sia aumentato, dal 2015 al 30 giugno di quest'anno, del 35,3% per un totale di 4107 unità. Rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, l'aumento assoluto segnato in Trentino è stato di 237 imprese, pari al 6,1%.
“In termini più generali – dicono dalla Camera di Commercio – le iniziative economiche a guida straniera rappresentano l'8,7% delle 46.956 attività presenti sul territorio provinciale”. Nonostante i solidi dati di crescita però, l'incidenza in Trentino risulta inferiore sia a quanto rilevato nel Nord Est (12,9%) che a livello nazionale (11,9%).
Per quanto riguarda poi gli ambiti di attività, il 32,3% del totale delle imprese a guida straniera opera nel settore delle costruzioni. Seguono, a una certa distanza, il commercio (17,1%) e il turismo (14,2%). “Per quanto riguarda la struttura organizzativa – continuano da Via Calepina – rimane prevalente la forma dell'impresa individuale che, con 2948 unità, rappresenta il 71,8% del totale delle imprese guidate da stranieri. Seguono le società di capitale (19,5%), le società di persone (8,4%) e le 'altre forme' (0,3%)”.
Se si considera poi lo stato di nascita degli imprenditori immigrati (con riferimento alle sole imprese individuali, le uniche per cui è possibile associare direttamente la nazionalità al titolare), l'ordine dei Paesi di provenienza rispecchia quello rilevato lo scorso anno e vede l'Albania al primo posto, con 526 imprese attive (17,8% del totale), al secondo la Romania con 375 unità (il 12,7% del totale) e al terzo il Marocco con 204 unità (6,9%). Gli imprenditori albanesi e rumeni risultano maggiormente attivi nel comparto delle costruzioni (rispettivamente 349 unità e 173 unità) mentre gli imprenditori marocchini operano prevalentemente nel settore del commercio (85 unità).
“Pur rimanendo più contenuto rispetto sia al dato nazionale sia a quello registrato nel Nord Est – commenta Andrea de Zordo, presidente della Camera di Commercio di Trento – la presenza in ambito locale delle imprese guidate da imprenditori nati all'estero è tutt'altro che trascurabile. I dati confermano che il trend è in costante crescita a partire dal 2019 e che in questi ultimi sei anni ha registrato un incremento complessivo del 32,8%. Si tratta di un segnale interessante che ci spinge a riflettere e augurarci che questo fenomeno possa avere un'influenza positiva anche sulle dinamiche di integrazione sociale”.












