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Trento
04 aprile | 06:00

Trentino e dazi, Confindustria: "Gli Usa tornano al protezionismo, dall'Ue parta una proposta di trattativa: diversifichiamo l'export trentino verso nuovi mercati"

Le reazioni del presidente di Confindustria Trento Lorenzo Delladio e della vicepresidente con delega all’internazionalizzazione Barbara Fedrizzi il "day after" l'annuncio del presidente Donald Trump sui dazi ai prodotti europei

TRENTO. L'effetto domino innescato dalla teatrale conferenza stampa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump andata in scena nella serata italiana di ieri non ci ha messo molto a raggiungere il territorio trentino: insomma, non ha stupito che in un contesto in cui a livello europeo ed italiano si sono accesi tutti gli allarmi rossi possibili e immaginabili anche a Trento l'anima economica e produttiva del territorio sia al lavoro per fare fronte comune all'emergenza all'orizzonte. 

 

"Guerra commerciale", è l'espressione più usata in queste ore per riassumere ciò che sta avvenendo in un contesto geopolitico sempre più agitato e inquieto. Il presidente di Confindustria Trento Lorenzo Delladio e la vicepresidente con delega all’internazionalizzazione Barbara Fedrizzi non usano parole così tranchant (anzi dicono proprio che la questione non può e non deve diventare una lotta o un braccio di ferro) ma nella sede di Palazzo Stella bel capoluogo trentino si respirano tensione e incertezza

 

PREOCCUPAZIONI E OPPORTUNITA'.

 

"Il momento, sarà superfluo ribadirlo, è particolare e delicato - ammette Delladio -: gli atti firmati da Donald Trump sono, purtroppo, sostanzialmente quelli che ci aspettavamo". Il presidente di Confindustria tiene tra le mani il documento "ufficiale" redatto dall'amministrazione Usa che è arrivato negli uffici trentini, in forma digitale, nella notte

 

"Il primo commento che mi viene da fare - riprende Delladio - è che con questa politica di dazi gli Stati Uniti tornano indietro di un secolo, tornano al protezionismo. C'è molto rammarico perché il commercio internazionale con i suoi alti e bassi andava bene, aveva trovato un suo equilibrio: e ora all'improvviso si è 'svegliato' un signore che ha gettato tutti nell'incertezza e nell'indecisione. Ecco, se non altro l'annuncio dei dazi ha cominciato a far mettere dei numeri nei nostri ragionamenti, e non ci costringe a dover reagire a parole e promesse di annunci".

 

Trump vuole tornare a mettere al centro la manifattura, non a caso si è presentato davanti alle telecamere accompagnato da un operaio di Detroit, una delle capitali dell'industria dell'automobile nel Paese: ma le modalità con cui prova ad inseguire il suo obiettivo mettono d'accordo tutti gli osservatori. Non funzioneranno. "Anche noi - prosegue Delladio -, come Confindustria, abbiamo l'obiettivo di mettere al centro il fare, il manifatturiero, l'industria: il 34% del Pil del Trentino è prodotto proprio dall'industria, l'asse trainante del nostro territorio. Ecco perché diventa fondamentale l'export, il processo di internazionalizzazione: dobbiamo fare in modo che questo elemento rimanga forte in Trentino. Il Centro Studi stima che i dazi produrranno un calo dello 0,4% del Pil europeo e le nostre proiezioni sono le stesse anche per il territorio trentino".  

 

Secondo i dati di Confindustria Trentino, le esportazioni trentine tra il 2019 e il 2024 sono aumentate in valore assoluto di circa il 32% e oggi valgono 5,3 miliardi di euro. Tra i singoli Paesi, il principale sbocco commerciale delle imprese trentine è la Germania ma subito dopo vengono proprio gli Stati Uniti, a quota 683 milioni, il 13% dell'export trentino.

 

Proprio questa rilevanza del mercato Usa potrebbe diventare problematica nel caso in cui l'amministrazione americana non scendesse a più miti consigli: "Gli Stati Uniti sono uno dei mercati di maggiore appeal per l'export trentino - ribadisce Barbara Fedrizzi - e l'applicazione di tariffe sui prodotti trentini potrebbe infatti erodere in maniera significativa quella quota di mercato. In questo clima di preoccupazione tutti hanno pensato in questi mesi a piani 'b' e 'c' a seconda di come si sarebbero messe le cose sul fronte dei dazi. Ora bisognerà vedere come si evolverà la situazione". 

 

NO CONTRODAZI, SERVE UNITA'

 

"Quello che mi auguro - riprende Delladio - è che la reazione politica non sia l'applicazione di 'controdazi' dell'Europa agli Stati Uniti. Serve unità, occorre ricompattare tutti e lavorare al meglio per gli interessi di tutta la comunità. Ecco perché come Confindustria Italia abbiamo deciso di incontrarci, la prossima settimana, non a Roma ma a Bruxelles. Saremo lì per aiutare a mettere sul tavolo idee e soluzioni per i politici europei, per produrre un documento finalizzato ad aprire una trattativa con gli Usa. Perché auspico che l'amministrazione Trump possa essere aperta a una mediazione: i dazi fanno male da una parte e dall'altra". 

 

"I prodotti trentini sono forti. Penso per esempio al settore del vino in cui ci presentiamo al mercato statunitense come una vera e propria eccellenza: il consumatore, dazi o non dazi, chiederà sempre il nostro prodotto. Soffriranno meno i beni di lusso rispetto alla fascia media, ma è chiaro che sul medio e lungo periodo gli Usa stanno scegliendo di importare inflazione. Per i consumatori aumenteranno i prezzi, l'economia rallenterà: ma l'export dei prodotti non sarà annullato. C'è da tenere duro, questo sì: ai nostri associati ribadiamo di non perdere fiducia, rimanere ottimisti, e perché no, aprirsi a nuove idee e nuovi mercati. Diversificare ulteriormente i mercati in cui esportare i propri prodotti può essere una chiave importante, per oggi e per domani: partendo già da parte del non venduto negli Usa, con Trentino Export abbiamo aperto "vie" in varie realtà economiche interessanti come Francia e Marocco, ma anche Corea del Sud e Arabia Saudita".

 

"Chiaro, tutto questo non può comunque prescindere dalla ricerca di una soluzione per una trattativa: altrimenti se le cose dovessero rimanere così a lungo, sarà davvero dura per tutti. Anche perché siamo reduci da una crisi tedesca, legata in particolare all'automotive, non indifferente per la quale stiamo ancora in qualche modo soffrendo". 

 

ALTRI DAZI IN ARRIVO? 

 

Forse però il "peggio" deve ancora venire, visto che una lunga lista di prodotti (in particolare riguardanti materie prime e semilavorati) è stata per il momento "esentata" dai dazi al 20%.

 

Il faldone "made in Usa" sul tavolo di Confindustria non lascia presagire nulla di buono: l'amministrazione Trump conta, entro il 3 maggio, di pronunciarsi anche su quelli, studiando la situazione caso per caso. Centinaia di prodotti in particolare da settori come chimico farmaceutico, gomma plastica, legno, metallurgia, elettronica e semiconduttori. Anche componenti per auto. Insomma, la sensazione è che su questo tipo di merci possano arrivare soluzioni anche più severe del 20%. "O magari invece anche di meno - sorride Delladio -; a questo punto è difficile fare previsioni". 

 

Il faldone "made in Usa" sul tavolo di Confindustria pesa come un’incognita: entro il 3 maggio, l’amministrazione Trump deciderà sui dazi a centinaia di materie prime e semilavorati - dal chimico-farmaceutico alla componentistica per auto passando per legno e metallurgia - con tariffe che potrebbero superare il 20%. "O magari essere più leggere - sorride in uno slancio di ottimismo Delladio -, ma ora è impossibile prevederlo. Ecco, una cosa è certa: il Trentino e l'Europa dovranno prepararsi, con pragmatismo e nuove strategie, ad un futuro meno prevedibile". 

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