"Turismo arabo? Mercato difficile, serve tempo per conoscersi a vicenda ma basta strumentalizzare. Arrivano con i social: tutto si autoregolerà e il Trentino si adatterà"
Le parole sono del presidente dell'Associazione albergatori ad imprese turistiche trentine, Gianni Battaiola: "Sto leggendo di tutto, ma di fatto ci troviamo di fronte a un processo già avvenuto molto spesso in passato, e cioè quel momento in cui un nuovo mercato 'si affaccia' al nostro territorio e occorre un po' di tempo per conoscersi a vicenda"

RIVA DEL GARDA. I numeri sono ancora molto bassi e la crescita del fenomeno è più nella percezione che nella sostanza dei dati ufficiali: parte da questo dato di fatto l'analisi del presidente di Asat (Associazione albergatori ed imprese turistiche trentine) Gianni Battaiola a il Dolomiti a proposito del turismo arabo che quest'estate sta animando il dibattito socio-economico del lago di Garda.
"Stiamo parlando di piccolissime percentuali dei turisti che scelgono il nostro territorio come destinazione", spiega Battaiola. "D'estate si vedono al lago, d'inverno in alcune località sciistiche di montagna sparse un po' su tutto il Trentino".
"Ma se mi è permesso ci terrei a fare una precisazione doverosa: sì, è vero, stiamo parlando di un mercato difficile e complesso da gestire per gli operatori, ma che non va strumentalizzato. In questo periodo sto leggendo di tutto. Eppure tutto sommato siamo di fronte a un processo già avvenuto molto spesso in passato, e cioè quel momento in cui un nuovo mercato 'si affaccia' al nostro territorio ed occorre un po' di tempo per conoscersi a vicenda. Come successo nelle grandi città per i turisti cinesi o indiani, ma anche dalle nostre parti: ho abbastanza primavere per ricordare la diffidenza e lo smarrimento all'arrivo dei primi gruppi dall'Inghilterra o dal Belgio".
"O che dire dei polacchi? I primi - continua Battaiola - scendevano dai pullman portandosi da casa carta igienica e acqua in bottiglia, oggi per il Trentino rappresentano uno dei nostri mercati più importanti ed altospendenti. Funziona così, un po' alla volta impareremo ad accogliere al meglio questi ospiti arabi conoscendo la loro cultura e il loro modo di vivere un soggiorno sul nostro territorio: chi saprà mettere a disposizione servizi per questo tipo di ospiti sarà scelto come destinazione, il mercato reagisce e si autoregola. Chi non farà nulla per adattarsi avrà fatto altre scelte: ripeto è una questione di tempo e di autoregolazione di domanda e offerta. Sia chiaro, nel bene e nel male: se non arriveremo a soddisfare i nostri ospiti, questi difficilmente torneranno".
Insomma, il fenomeno in ogni caso impone una riflessione, anche perché l'arrivo dei turisti arabi spesso è stato conseguenza "indiretta" del potere dei social e del passaparola sul web piuttosto che non di una strategia mirata a portare nuovi mercati sul territorio. "La promozione è la conseguenza di un prodotto, e il Trentino è un prodotto internazionale di successo indipendentemente dalla sua promozione. Lo dico con grande orgoglio. Poi certo, la pubblicità e le iniziative si fanno, a volte anche per colpire selezionati segmenti di potenziali turisti magari appassionati all'outdoor o che si ritiene possano avere interesse nel venire sul nostro territorio, anche perché poi non dimentichiamoci che a livello di qualità dell'offerta turistica siamo al top a livello internazionale. Ma tutto questo può trasformarsi, grazie all'impatto dei social network, in una sorta di promozione 'autonoma' che viaggia in canali di comunicazione che non sono governati da noi ma semplicemente dai gusti e dalle tendenze degli utenti e dei turisti. C'è da esserne contenti, altro che lamentarsi: dovremo essere solo avere la mente aperta, e un po' di pazienza".












