Il Garda riparte con qualche incognita dalla carenza di stagionali alla guerra in Medio Oriente: "Il mondo arabo era in crescita e c'è tensione per l'aumento dei costi"
Un problema, ormai strutturale, per l'Alto Garda è l'assenza di alloggi: "Il personale si informa per lavorare nelle nostre zone, il territorio è attrattivo ma è drammatico trovare una soluzione abitativa. E' sempre più urgente trovare le soluzioni come sistema"

TRENTO. La stagione invernale si avvia alle battute finali mentre si prepara l'inizio di quella estiva. Il Garda è pronto a scattare in particolare con la Pasqua, tuttavia non mancano le difficoltà tra un contesto internazionale drammatico a causa delle guerre e la risalita dei prezzi. C'è poi il problema del reperimento dei lavoratori stagionali e, non secondario, degli alloggi.
La stagione è quindi alle porte per i laghi e quello di Garda riparte da un 2025 di conferme, un'area che emerge tra le principali macro-destinazioni turistiche europee con un sistema interregionale che raggiunge quasi 28 milioni di presenze.
Nelle scorse settimane c'è stata l'intesa tra sindacati e parti datoriali per rinnovare l'accordo integrativo provinciale del settore turismo a conclusione di un percorso che riguarda oltre 30 mila addetti tra personale fisso e stagionale con l'obiettivo di garantire stabilità contrattuale, sostenibilità economica e valorizzazione del lavoro, elementi ritenuti essenziali per la competitività del sistema.
"La parte economica ora è molto vicina a quella dell'Alto Adige", dice Davide Cardella, direttore di Asat. "Il Trentino ha compiuto un ulteriore passo in avanti nel segno dell'attrattività e delle tutele".
Restano aperte alcune questioni su cui imprese e parti sociali condividono la medesima preoccupazione: il tema abitativo è in cima alle agende ormai da qualche anno. Una situazione particolarmente complessa che riguardano le aree a vocazione turistica particolarmente alta: il Garda, la val di Fassa e la val di Fiemme, Campiglio e la val di Sole. Ma anche il fondovalle presenta le sue criticità perché si inseriscono le componenti dell'industria e dell'artigianato, così come quella universitaria. Si fatica a reperire alloggi e se si trovano i prezzi possono essere molto elevati.
"La Provincia si muove e ci sono alcuni progetti interessanti in corso ma bisogna un po' accelerare sul fronte delle soluzioni e implementare interventi con impatti maggiori", aggiunge Cardella. "C'è infatti un cambio culturale e spesso non basta nemmeno più che un imprenditore del settore ricettivo metta a disposizione una camera perché il lavoratore nei giorni di riposo vuole staccare e restare fuori dall'hotel".
E' attivo il progetto per inserire nel settore turistico-alberghiero professionisti dall'Argentina. "Un piano che funziona molto bene e che porta personale già formato e assistiamo a un certo interesse di persone fuori dalla provincia, segno che il comparto e il territorio sono attrattivi", spiega Paolo Turrini, presidente dell’Associazione Ristoratori del Trentino - Sezione Alto Garda e Ledro. Il problema però anche in questo caso è la reperibilità degli alloggi. Una situazione drammatica e diventa sempre più urgente trovare le soluzioni come sistema".
Tante le incertezze, accentuate dalla crisi in Medio Oriente. Negli ultimi anni c'è stata una crescita del turismo arabo che questa stagione potrebbe subire una battuta d'arresto. "Ci sono molte incognite. La parte finale della stagione invernale solitamente è un periodo molto gettonato degli israeliani ma non c'è la garanzia che arrivino, anche gli arabi potrebbero non raggiungere i nostri territori e gli aeroporti di Doha e Dubai sono poi bloccati e sono degli hub importanti anche per le nostre destinazioni".
Un'altra stagione che inizia con tanti punti di domanda, ormai una prassi che si è consolidata dopo l'epidemia Covid e le tante crisi che il sistema turistico si è trovato a dover affrontare. Se per gli hotel ci sono comunque le prenotazioni dei clienti, per la ristorazione la situazione è ancora un po' bloccata.
"Adesso per noi è tutto fermo ma speriamo che la prossima settimana ci siano le prime prenotazioni per il periodo pasquale", prosegue Turrini. "Certo, la situazione non è comunque semplice perché assistiamo a una risalita dei costi tra bollette e carburante, c'è una tensione sul fronte dei prezzi. C'è da valutare l'incidenza della crisi internazionale sugli arrivi mentre il mercato italiano sembra un po' in sofferenza e si registra un po' di calo della spesa".
Le tensioni internazionali rischiano di rallentare il trend di crescita strutturale che ha caratterizzato il post-pandemia. "L'amministrazione comunale è operativa per le ultime sistemazioni come la nuova pavimentazione del centro storico e abbiamo il dovere di farci trovare pronti", conclude Alessio Zanoni, sindaco di Riva del Garda. "Ci sono tante incognite che pesano sulla partenza, si aggiunge che il turismo ormai è sempre più caratterizzato dal last minute, speriamo possa essere un'altra stagione internazionale e di soddisfazione per la nostra area".












