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Trento
17 ottobre | 11:26

“Inflazione in crescita al 3,5%: l'aumento dei prezzi penalizza le famiglie più deboli”. I sindacati: “Rafforzare contrattazione e indicizzare sistema di welfare”

A parlare i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino, commentando gli ultimi dati sull'inflazione: “E' una tassa occulta che impoverisce chi vive con redditi fissi, come lavoratrici e lavoratori dipendenti, pensionate e pensionati”

“Inflazione in crescita al 3,5%: l'aumento dei prezzi penalizza le famiglie più deboli”
di Redazione

TRENTO. “La fiammata dei prezzi al consumo non si arresta e anche in Trentino impoverisce in particolare le famiglie economicamente più deboli”. Sono queste le parole dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher, nel commentare gli ultimi dati sull'inflazione in Provincia, dove per le sigle è sempre più necessario, tra le altre cose, indicizzare il sistema di welfare al reale costo della vita.

 

Proprio sui nuclei più in difficoltà infatti, continuano: “Grava di più il carovita sui beni di prima necessità come alimentari, energia ed abitazioni. Così se a settembre anche in Trentino l'Istat rileva un'inflazione in crescita del 3,5% (indice Foi) per la generalità della popolazione, per il 20% delle famiglie con la capacità di spesa più bassa l'aumento dei prezzi si fa ancora più pesante. L'inflazione è una tassa occulta che impoverisce chi vive con redditi fissi, come lavoratrici e lavoratori dipendenti, pensionate e pensionati. Anche per questo i rincari degli ultimi mesi, provocati dall'aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi sui mercati internazionali, diretta conseguenza delle guerre in Medioriente, rendono ancora più fragili le condizioni di migliaia di famiglie in Trentino i cui redditi non sono ancora riusciti a recuperare completamente la perdita del potere d'acquisto di salari e stipendi registrata nel periodo post pandemia”.

 

Per questo, ribadiscono Grosselli, Bezzi e Largher: “Anche in Trentino bisogna sostenere la contrattazione collettiva pubblica e privata affinché la dinamica delle retribuzioni garantisca il recupero della capacità di spesa per le famiglie. Ma la contrattazione non può fare tutto da sola. Serve che anche la Provincia faccia la sua parte, a partire all’adeguamento delle misure di welfare, indicizzando al reale costo della vita le provvidenze provinciali. Sul lato dell’energia è fondamentale sostenere gli investimenti privati nell’elettrificazione di mobilità e impianti di riscaldamento e tutti gli strumenti di efficientamento energetico degli edifici. Su questo fronte la Giunta provinciale deve superare le politiche dei bonus e attuare misure strutturali per ridurre l’impatto dell’inflazione sui ceti più fragili e garantire il reale potere d’acquisto delle retribuzioni”.

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