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Belluno
05 ottobre | 20:31

Longarone Fiere cerca di uscire dalla crisi: approvato il piano per i prossimi 4 anni, si punta a triplicare il fatturato ma serviranno più investimenti e nuovi soci

L’assemblea soci di Longarone Fiere Dolomiti ha approvato all’unanimità il nuovo Piano strategico 2027-2030. Diversi gli scenari di sviluppo, in base all’importo degli investimenti: l’obiettivo è comunque sviluppare le manifestazioni tradizionali e introdurre nuovi progetti, a partire dal format per la Mostra internazionale del gelato

Longarone Fiere cerca di uscire dalla crisi: approvato il piano per i prossimi 4 anni

LONGARONE. “Longarone Fiere ha una storia importante, ma da sola non basta a garantire il futuro. Abbiamo perciò l’ambizione, coraggiosa ma meditata, di dimostrare come Longarone può e deve tornare a essere necessaria per le imprese, il territorio e un'economia dolomitica che ha bisogno di luoghi dove incontrarsi, vendere, progettare e riconoscersi”.

 

Nella giornata di lunedì 5 ottobre l’assemblea soci di Longarone Fiere Dolomiti ha approvato all’unanimità il Piano strategico 2027-2030, dopo un lavoro definito “lungo e impegnativo”. La società ha infatti recentemente nominato il nuovo amministratore unico, Maurizio Castro, che da subito aveva dichiarato come a contraddistinguere la fiera dovessero essere non solo le manifestazioni tradizionali, ma il diventare un laboratorio di innovazione (Qui articolo).

 

E proprio a questo sembra si punti. Nel definire l’indirizzo dei prossimi quattro anni, infatti, si è anzitutto partiti dall’analisi delle cause interne ed esterne della crisi di Longarone Fiere. Da qui, l’obiettivo sarà triplicare il fatturato attraverso tre leve: il riposizionamento dei prodotti storici, il lancio di nuove manifestazioni fieristiche e la crescita dell'attività congressuale.

 

In particolare, nel 2026 ci sarà un lavoro di ricostruzione della credibilità, poi dal prossimo anno avrà inizio la costruzione del rilancio e di una crescita governata sia dei prodotti già esistenti sia delle nuove sperimentazioni. Nel 2028 partirà invece l’accelerazione, con un portafoglio più forte, nuove partnership e l’eventuale acquisizione di eventi co-gestiti.

 

Insomma, bisogna rifare lo “storytelling” della Fiera, cioè la sua narrazione e quale miglior punto di partenza se non la Mostra internazionale del gelato artigianale (Mig), da subito il primo nodo da sciogliere. Al centro del Piano c’è infatti un nuovo format per trasformare l’evento da classica rassegna espositiva a piattaforma internazionale di cultura, business e relazioni: si chiamerà Mig – Beyond G e vuole fare di Longarone il luogo di riferimento internazionale per il futuro del gelato artigianale. Si dovranno però aspettare le prossime settimane per conoscere questo format, che sarà presentato nel dettaglio al mercato, attraverso incontri riservati e conferenze stampa in Italia e all’estero.

 

Attorno al rilancio, l’ambizione: tramite nuove idee allo studio su temi come sport e attività outdoor, energia e infrastrutture alpine, enogastronomia, ospitalità alpina, antiquaria e militaria alpine, la “Dolomiticità” dovrà essere la lente con cui valorizzare l’insieme degli eventi. Tradotto nel concreto, significa manifestazioni più specializzate e riconoscibili che sappiano parlare ai mercati nazionali e internazionali partendo dall’identità del territorio.

 

Per fare tutto ciò, servirà un percorso di riqualificazione e adeguamento strutturale del quartiere fieristico e lo sviluppo del polo congressuale, oltre all'introduzione delle figure del direttore generale, del direttore commerciale e marketing e di giovani professionisti a supporto delle funzioni tradizionali.

 

Per finanziare il progetto, saranno necessari un rafforzamento del capitale da parte dell’attuale compagine dei soci, l’ampliamento degli stessi e un maggiore supporto del sistema bancario. In particolare, il 2027 sarà un anno di transizione e spese e quindi si chiuderà in negativo, poi dipenderà dagli investimenti. Scegliendo uno scenario prudente (1,58 milioni di euro di investimenti per gli interventi necessari a livello normativo e la garanzia di continuità operativa) nel 2028 ci si rimette in regola e si riparte nel 2029, mentre con uno scenario di crescita selettiva gli investimenti salgono a 3,35 milioni di euro per finanziare in più anche l’ammodernamento degli spazi (quindi più guadagni e un attivo già dal 2028).

 

“Il Piano consegnato ai soci dopo tre mesi di intenso lavoro - conclude Castro - restituisce alla società una dimensione di orizzonte chiara dopo un lungo periodo di difficoltà, insieme a traiettorie di sviluppo sfidanti ma percorribili. Non partiamo da un vantaggio di scala, ma da un vantaggio di senso: la responsabilità che la storia del territorio ci affida. Su questa base costruiremo insieme le prospettive per procedere a lungo con successo”.

 

Il Piano entra ora nella fase attuativa, con il primo cantiere dedicato al rilancio delle manifestazioni storiche e la progressiva messa a punto delle nuove iniziative in programma, in diverse fasi, fino al 2030.

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