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''Arrivata in Italia ho pensato: caspita, qua le donne veramente possono fare le cose che fanno gli uomini'', la climber Wafaa Amer si racconta

La climber di origini egiziane ha partecipato ad uno “story trekking” organizzato dalle Donne di montagna nell’ambito del Trento Film Festival, per parlare della sua esperienza con l'arrampicata e di cosa significa per lei libertà

Foto di Lukas Del Giudice
Di di Eleonora Forti - 05 maggio 2021 - 15:33

TRENTODomenica 2 maggio un un piccolo gruppo di escursioniste, guidato dall'Accompagnatrice di Media Montagna Marta Cavallari, è partito alla scoperta della cima Marzola e dell'incredibile storia di Wafaa Amer, climber di origini egiziane tra le più forti d'Italia.

 

Nata nel 1996 in un villaggio vicino a Il Cairo, verso gli otto anni Wafaa si è spostata in Italia con la famiglia, incontrando subito tante difficoltà, tra una nuova lingua da imparare, i pregiudizi delle persone e l'educazione tradizionale della sua famiglia. È stato solo a 15 anni che un'amica fidata, che arrampicava da molto tempo, l'ha iscritta ad un corso di arrampicata scolastico insieme a lei, nonostante la difficoltà del padre di Wafaa ad accettare questo stile di vita.

 

Da quel momento in poi è cambiato tutto. Il primo impatto con la palestra “È stato pazzesco - ha ricordato Wafaa - perché la prima cosa che ho pensato è stata: caspita, qua le donne veramente possono fare le cose che fanno gli uomini”. Nella palestra di arrampicata Wafaa ha trovato un'atmosfera completamente nuova, un ambiente aperto e inclusivo, in cui i ragazzi e le ragazze si aiutavano a vicenda senza discriminazioni e dove è stata supportata fin dall'inizio: “Subito, dalla prima lezione, il mio allenatore mi ha detto che ero davvero forte. E nessuno mi aveva fatto un complimento così prima, quindi mi sono sentita molto più amata in questo ambiente di sportivi”.

 

L'arrampicata è diventata quindi un modo per scoprire nuovi stili di vita e opportunità, dalla semplice possibilità di mangiare una pizza con gli amici a quella di fare una gita al mare, fino alla decisione di non voler seguire il tradizionale ruolo della donna egiziana. Questo l'ha portata ad un difficile confronto con suo padre, mentre i suoi amici l'hanno aiutata a inseguire il suo sogno, portandola nei luoghi delle gare, regalandole attrezzatura, avvicinandola poi all'arrampicata su roccia. Così a 18 anni Wafaa ha deciso di andarsene di casa per compiere fino in fondo quel percorso di libertà cominciato tre anni prima.

 

Ora Wafaa Amer è diventata una climber fortissima nel panorama italiano, ripetendo tra le altre la storica via “Hyaena” di grado 8b/8b+, ed è sponsorizzata dagli importanti marchi Petzl e La Sportiva. Ma lei si considera una persona come tutte: “Per me l'arrampicata è soprattutto divertimento” ha affermato durante il trekking, e di certo è stata anche la via che le ha permesso di cambiare completamente la sua vita e prendere la faticosa strada dell'autodeterminazione.

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