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Circa 60 centimetri di neve e il Centro fondo di Campolongo riparte per un ultimo week end: ''Stagione poteva andare meglio, occasione persa tra limitazioni e confusione''

Il Centro fondo di Campolongo aveva annunciato la chiusura della stagione, ma i gestori hanno deciso di riaprire per un ultimo week end, complice la perturbazione di questi giorni. Riccardo Stefani: "Abbiamo aperto una quindicina di chilometri"

Di Luca Andreazza - 15 aprile 2021 - 12:54

ASIAGO. Il Centro fondo di Campolongo in quel di Asiago apre nuovamente i battenti, un ultimo week end dedicato agli sci stretti. Complice l'ultima perturbazione e circa 60 centimetri di neve fresca, la stazione dopo aver dichiarato conclusa la stagione, rilancia per un ultimo assaggio di inverno.

 

"Abbiamo battuto una quindicina di chilometri - commenta Riccardo Stefani - si sarebbe potuto preparare qualche binario in più ma verso Vezzena e di Luserna il vento ha trasportato via parte della neve e allora abbiamo preferito concentrarci a predisporre un'area più limitata".

 

Il Centro fondo si trova nella parte nord dell'Altopiano vicentino e il carosello si sviluppa alla quota media di 1.500 metri; le piste si snodano attraverso i luoghi della Prima guerra mondiale. La neve arriva abbondantemente ogni inverno e nelle lunghe giornate d’estate si può godere del fresco e intenso verde dei boschi. Nonostante la chiusura degli impianti sciistici, si è confermato in linea generale un altissimo gradimento della montagna; tanti i cittadini che si sono recati in quota, attività permessa all'interno delle varie disposizione imposte per fronteggiare l'epidemia Covid.

 

"E' andata bene - dice Stefani - ma sarebbe potuta andare decisamente meglio. Qualche sciatore alpino si è avvicinato a quello nordico. C'è stata, purtroppo, un po' di confusione nel passaggio dalla zona gialla a quella arancione: le comunicazioni sono diventate confuse e le persone non sapevano come comportarsi tra le regole degli spostamenti e la possibilità di praticare sport individuali. Difficile poi per gli esercizi poter proporre il servizio d'asporto, il solarium è adiacente al rifugio e le temperature comunque sono basse. Sono venuti anche a mancare alcuni servizi fondamentali, quali la possibilità di accedere ai bagni. E' stata un po' persa un'occasione per far conoscere ancora di più le nostre zone e questa disciplina".

 

Gli spostamenti sono ormai sostanzialmente da mesi consentiti esclusivamente all'interno della Regione o Provincia autonoma. "E' necessario - prosegue Stefani - operare una riflessione anche sulla campagna promozionale del prossimo periodo. Rispetto al Trentino, il Veneto è grande e l'Altipiano di Asiago è abbastanza vicino alle principali città: noi riusciamo a reggere anche se alcuni mercati restano bloccati". 

 

Sci alpino chiuso e fondo aperto, mentre l'inverno è stato caratterizzato da abbondanti nevica, arrivate anche molto presto a ridosso del Ponte dell'Immacolata. "Si è lavorato bene fino a quando il Veneto è rimasto in zona gialla. Un'altra criticità è legata alla viabilità. Quella decina di giorni di precipitazioni ha evidenziato importanti carenze nella pulizia e nella gestione delle arterie e ha messo in difficoltà tanto le località quanto i turisti. Questo non deve capitare in ambito alpino, la sicurezza e la raggiungibilità sono aspetti fondamentali per il comparto. A livello locale la neve non può essere vista come un disagio o una limitazione bensì deve considerarsi un'opportunità per l'intera economia", conclude Stefani.

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