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Consegnate 3 recinzioni agli allevatori di Avio. Il Comune: ''Il problema del lupo c'è ma le posizioni estremiste non risolvono nulla''

Un risultato che segue un incontro formativo organizzato dal Comune con il supporto del Corpo forestale provinciale. Il vice sindaco di Avio, Alvise Salvetti: "Comprensibili e condivisibili i timori per le predazioni del lupo. Il problema innegabilmente c'è e quindi cerchiamo di risolverlo senza atteggiamenti oltranzisti"

Pubblicato il - 07 giugno 2021 - 21:03

AVIO. Tre allevatori del territorio di Avio hanno deciso di posizionare i recinti a protezione degli animali al pascolo. Un risultato che segue un incontro formativo organizzato dal Comune con il supporto del Corpo forestale provinciale

 

"Le posizioni estremiste - commenta Alvise Salvetti, vice sindaco e assessore all'agricoltura, foreste e attività silvopastorali - non portano a nulla per trovare una possibile soluzione alle predazioni del lupo, presente anche sul nostro territorio. Il confronto ha portato i primi risultati positivi. Speriamo che questo esempio sia da stimolo anche per altri operatori. Ben 11 su 13 allevatori hanno partecipato all'incontro proprio per discutere sulle problematiche relative alle opere di prevenzione per evitare i danni causati da questo grande carnivori.

 

Tre allevatori del Baldo e della Lessinia aviensi hanno, infatti, aderito alla proposta della Provincia per realizzate recinti a protezione degli animali al pascolo. "Comprensibili e condivisibili i timori per le predazioni del lupo. Il problema innegabilmente c'è e quindi cerchiamo di risolverlo senza atteggiamenti oltranzisti. D'altra parte - aggiunge il vice sindaco - la presenza del lupo sulle nostre montagne è un dato di fatto, una realtà con la quale dobbiamo fare i conti".


Un tema molto sentito in zona e durante l'incontro con gli assistenti forestali Matteo Zeni, Tommaso Borghetti e Paolo Crosato, sono emersi toni preoccupati da parte degli allevatori che hanno rivolto molte domande relative alla prevenzione e al risarcimento dei danni da parte della Provincia.

 

"Nei giorni successivi all'incontro sono stati già tre gli allevatori che hanno presentato domanda alla Provincia per realizzare recinti a protezione di manze e pecore. Un segnale positivo per due motivi: primo perché le battaglie ideologiche tra chi è favorevole e chi contrario alla presenza del lupo non servono e una forma di convivenza si può trovare; poi perché si ragiona così in termini di prevenzione evitando le predazioni del lupo e i conseguenti risarcimenti", conclude Salvetti.

 

L'anno scorso in Trentino sono stati accertati 380 danni da grandi carnivori: nessuno da lince, 279 da orso, in aumento del 22% sull’anno precedente, e 101 da lupo con un incremento del 119,6% sul 2020, ma che si attesta sui valori del 2018. Tradotto in euro sono stati liquidati in totale 227.324 euro di indennizzo: 152.352 euro da orso e 74.972 euro da lupo. Una curiosità riguarda l’orso M49-Papillon che ha provocato oltre 14mila euro di danni fracassando porte, finestre e mobilia durante alcune incursioni (Qui articolo).

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