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Covid, Belluno pronta a fare i tamponi agli sciatori senza vaccino: ''Si pensa al sistema dei Mondiali per ripartenza in sicurezza: avevamo analizzato 26 mila test per Cortina''

A palazzo Piloni si ragiona sulle strategie per l'inverno. Un vertice tra la Provincia, la direttrice generale dell'Ulss, Maria Grazia Carraro, con il direttore del Dipartimento prevenzione, Sandro Cinquetti, i rappresentanti di Anef e delle ski aree, oltre agli amministratori locali delle principali località sciistiche. Il presidente Padrin: "E' anche un servizio che può fare la differenza di accoglienza e ospitalità"

Di Luca Andreazza - 09 novembre 2021 - 19:03

BELLUNO. "Un servizio tamponi per le ski aree per far ripartire lo sci in piena sicurezza". Così Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno. "Ma anche un modo per fornire un servizio ai visitatori del nostro territorio che può fare la differenza in termini di accoglienza e di livello dell'offerta". 

 

A palazzo Piloni si ragiona sulle strategie per l'inverno. In Trentino si è già partiti sul Presena (Qui articolo), ma anche a Cortina si è tornati sulle piste nell'ultimo week end. Si fa il punto sugli ultimi ritocchi ai protocolli e l'industria della neve attende i chiarimenti finali prima che la stagione entri a regime. E intanto Provincia, Ulss e consorzi degli impiantisti studiano un modello di convenzione per mettere in campo un servizio di tamponi dedicato ai frequentatori delle stazioni sprovvisti di Green pass.

 

Un vertice tra la Provincia, la direttrice generale dell'Ulss, Maria Grazia Carraro, con il direttore del Dipartimento prevenzione, Sandro Cinquetti, i rappresentanti di Anef e delle ski aree, oltre agli amministratori locali delle principali località sciistiche.

 

"Abbiamo raccolto le esigenze del settore del turismo invernale, che ha la necessità di ripartire dopo quasi due anni di fermo". Continua Padrin. "Per un territorio come il nostro, lo sci non è solo divertimento e sport, ma rappresenta una voce fondamentale nell’economia locale. E' allo studio un sistema che può garantire la ripartenza dello sci, in massima sicurezza. In questo modo si fornisce un servizio ai visitatori del nostro territorio che può davvero fare la differenza in termini di accoglienza e livello dell’offerta".

 

Il progetto prevede una convenzione tra sistema del turismo e un ente privato erogatore del servizio tamponi. Con la collaborazione dell’Ulss per quanto riguarda la gestione dei punti tampone già attivi a Tai di Cadore e Agordo (oltre a quelli di Paludi e Feltre), e dell’eventuale presa in carico di soggetti risultati positivi al Covid-test. E con il coordinamento della Provincia.

 

"Si è concordato di provare a riutilizzare lo stesso sistema messo in campo durante i Mondiali di Cortina dello scorso febbraio, quando furono effettuati 26 mila tamponi in poche settimane. Ora - evidenzia Padrin - il compito degli operatori turistici è quello di individuare preliminarmente i numeri stimati di soggetti che avranno bisogno di sottoporsi a tampone, in particolare i turisti che arrivano da Paesi esteri. Credo sia anche un buon banco di prova per fare sistema e lavorare in squadra per il nostro territorio".

 

 Dai nuovi tracciati ai sistemi per non creare code agli impianti di risalita, acquisto online di skipass e certificazione verde, sono diverse le direttive per l'apertura delle stazioni sciistiche. "Abbiamo già cercato di mappare le aree ad alta concentrazione di turismo straniero. Insieme alle amministrazioni locali abbiamo cercato di individuare le location e poi di definire la miglior organizzazione per i tamponi. Sappiamo che il servizio non sarà facile da organizzare, ma avrà un impatto molto forte sull’immagine che dà la nostra offerta turistica, perché un servizio tamponi ben organizzato potrà essere annoverato tra i punti di forza del nostro sistema territoriale", conclude l’ex presidente Anef Veneto, Renzo Minella.

 

In Trentino nell'estate trascorsa ci si è affidati in alcuni ambiti, come Levico e Garda, ai centri tamponi dedicati e si è inoltre sfruttata la presenza capillare sul territorio per effettuare i test, soprattutto per rispondere alle esigenze dei turisti in rientro nei Paesi di origine. Per l'inverno si valuta di replicare questo modello per le esigenze di ottenere il Green pass (Qui articolo). Poi molto per il settore dipende dalle curve epidemiologiche in Europa e dall'avanzamento delle campagne vaccinali.

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