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| 22 ago 2021 | 14:11

Crisi climatica, è allarme rosso per i ghiacciai. Legambiente e Comitato Glaciologico Italiano: ''Quelli sotto ai 3.500 metri spariranno entro il 2050''

Legambiente e il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) sono pronti a partire con la seconda edizione di Carovana dei ghiacciai, la campagna itinerante che dal 23 agosto al 13 settembre monitorerà lo stato di salute di 13 ghiacciai alpini e del glacionevato del Calderone, nel massiccio del Gran Sasso. Si partirà con i ghiacciai dell’Adamello (Lombardia e Trentino) per proseguire in Alto Adige con quelli della Val Martello nel Parco dello Stelvio

Il distacco avvenuto lo scorso anno sul ghiacciaio dell’Adamello, più precisamente dalla Vedretta di Salarno
Il distacco avvenuto lo scorso anno sul ghiacciaio dell’Adamello, più precisamente dalla Vedretta di Salarno

TRENTO. E' codice rosso per i ghiacciai minacciati sempre più dalla crisi climatica che in questi ultimi mesi ha dimostrato tutti i suoi effetti. A lanciare l'allarme è Legambiente con il Comitato Glaciologico Italiano

 

Entro la fine del secolo la maggior parte dei ghiacciai, secondo studi scientifici, potrebbe scomparire ed entro il 2050 quelli al di sotto dei 3.500 metri saranno destinati molto probabilmente alla stessa sorte. Le temperature medie degli ultimi 15 anni non ne permettono la sopravvivenza.

 

Legambiente e il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) sono pronti a partire con la seconda edizione di Carovana dei ghiacciai, la campagna itinerante che dal 23 agosto al 13 settembre monitorerà lo stato di salute di 13 ghiacciai alpini e del glacionevato del Calderone, nel massiccio del Gran Sasso. Si partirà con i ghiacciai dell’Adamello (Lombardia e Trentino) per proseguire in Alto Adige con quelli della Val Martello nel Parco dello Stelvio e quindi il ghiacciaio del Canin in Friuli Venezia Giulia. Si scenderà poi sull’Appennino, per osservare il glacionevato del Calderone, in Abruzzo, tra i più meridionali d’Europa per poi risalire nel nord-ovest alpino con i ghiacciai del massiccio del Gran Paradiso (Piemonte e Valle D’Aosta) e concludere la campagna il 13 settembre presso il Forte di Bard (AO).

 

Proprio lo scorso anno sull'Adamello si  è verificato un grosso distacco sul ghiacciaio, più precisamente dalla Vedretta di Salarno, a sbalzo tra il Corno Miller e il Corno di Salarno. Ad accorgersi del crollo era stato Amerigo Lendvai, ingegnere ambientale appassionato di montagna e di ghiacciai, per questo da anni membro dell’associazione Servizio Glaciologico Lombardo (SGL) (QUI L'ARTICOLO)

 

“Mentre l’Italia brucia soffocata da una grave emergenza incendi – dichiarano Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - i ghiacciai delle nostre montagne continuano a soffrire. Tutto ciò accade in un’estate caratterizzata sempre più da eventi estremi. Per comprendere meglio le cause e gli effetti di una tendenza apparentemente irreversibile anche quest’anno Legambiente monitorerà l’ambiente montano insieme al Comitato Glaciologico con la Carovana dei ghiacciai, una campagna che ha la capacità di raccontare in maniera tangibile gli effetti della crisi climatica sul territorio a partire proprio dai ghiacciai, indicatori sensibilissimi del cambiamento climatico”.

 

Nel corso di ogni tappa, Legambiente insieme al Comitato Glaciologico Italiano realizzerà dei monitoraggi scientifici ad alta quota per osservare le variazioni storiche dei ghiacciai e per monitorare le trasformazioni glaciali, seguendo il modello delle Campagne glaciologiche che il CGI realizza annualmente dal 1911. Il monitoraggio in questione, oltre a permettere di documentare l’impatto della crisi climatica, consentirà anche valutarne gli effetti sul territorio.  La deglaciazione, infatti, coinvolge il deflusso delle acque e il suo stoccaggio così come gli ecosistemi alpini nella loro globalità. Già adesso si osservano i primi effetti concreti su acqua potabile, raccolti, irrigazione, servizi igienico-sanitari, energia idroelettrica e stazioni sciistiche.

 

“La stessa IPCC, l’Intergovernmental Panel on Climate Change, che recentemente ha denunciato l’intensificazione e l’irreversibilità degli effetti dei cambiamenti climatici - aggiunge Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e coordinatrice della campagna - elenca le Alpi tra le aree strategiche più importanti in cui è fondamentale acquisire dati per elaborare strategie di adattamento. Strategie sulle quali Legambiente da anni sta riflettendo chiedendo che vengano messe in campo misure e politiche ambiziose così come su quelle della mitigazione sul clima per arrivare a emissioni nette pari a zero al 2040, in coerenza con l’Accordo di Parigi”.

 

Nell’ultimo secolo i ghiacciai alpini hanno perso il 50% della loro area. Di questo 50%, il 70% è sparito negli ultimi 30 anni. La campagna glaciologica 2020, coordinata dal Comitato Glaciologico Italiano, ha confermato la tendenza trentennale di marcata contrazione delle masse glaciali del nostro paese. Una tendenza che appare in accelerazione negli ultimi 15 anni, seppure con modalità e velocità differenziate nei vari settori alpini monitorati. Altro aspetto che emerge riguarda la frammentazione dei ghiacciai. In seguito alla deglaciazione i ghiacciai si stanno frammentando da un corpo glaciale in più parti separate.

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