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| 24 ago 2023 | 06:01

La fusione dei ghiacciai? Dalla crisi idrica all'instabilità del terreno, ecco cosa accadrà. Legambiente Italia a il Dolomiti: "Fanno arrabbiare le affermazioni negazioniste di certi politici"

Nei prossimi giorni la Carovana dei Ghiacciai arriverà in Trentino. Anche quest'anno si attendono bilanci di massa dei ghiacciai quasi dappertutto negativi. Preoccupa il progredire veloce della fusione e la poca attenzione delle istituzioni. 

Bonardo: "Salvare i ghiacciai con i teloni? E' la cosa più assurda che si può dire. Dobbiamo cambiare le stile di vita"

Foto Legambiente Alpi
Foto Legambiente Alpi

TRENTO. “Al di sotto dei 3500 metri i ghiacciai fra non molto scompariranno e gli effetti negativi non saranno di certo indifferenti. I rifugi dovranno fare i conti con le carenze idriche, mancherà l'acqua a importati fiumi, ci saranno problemi di stabilità in alcune zone di montagna e tanto altro”. La fusione dei ghiacciai sta andando avanti senza sosta. La crisi climatica minaccia sempre di più la montagna e a farlo capire bene sono le parole di Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente Cipra Italia.

 

La fusione dei ghiacciai ogni giorno crea e ingigantisce veri e propri ruscelli. Il rumore dell'acqua che scorre inarrestabile e che alla fine porterà solo silenzio. Un’emergenza su cui torna ad accendere i riflettori la Carovana dei Ghiacciai, la campagna internazionale promossa da Legambiente con la partnership scientifica del Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e che quest'anno assume una dimensione internazionale con la collaborazione di Cipra. Un viaggio che arriverà in Trentino Alto Adige nei ghiacciai di Lares e Mandrone dal 31 agosto al 2 settembre.

 

Professoressa Bonardo, i ghiacciai alpini si riducono a ritmo inimmaginabile. Con la Carovana da anni Legambiente monitora, assieme a numerosi esperti, la situazione. Lei in prima persona tocca con mano le condizioni di questi giganti bianchi. In che stato di salute si trovano?

La stagione che stiamo attraversando, se confrontata con la stessa dello scorso anno, è brutta ma non catastrofica. Nel 2022 abbiamo avuto grossi problemi anche di risorse idriche. Non ci sono state le nevicate che abbiamo avuto a maggio di quest'anno che in qualcosa ci hanno aiutato. Per questo parlo di situazione non catastrofica. Le misurazioni del bilancio di massa per vedere quanto dei ghiacciai è scomparso si faranno a fine settembre. Ci aspettiamo comunque bilanci di massa quasi dappertutto negativi. La tendenza è quella di una continua riduzione e regressione dei ghiacciai che racconta di come il cambiamento climatico stia avanzando e di come le temperature schizzino sempre più verso l'alto. L'aumento è sempre più evidente a dispetto di quello che è stato detto da certi esponenti politici come Salvini.

 

Ad inizio agosto il leader della Lega aveva detto che basta studiare per capire che, in merito alla fusione dei ghiacciai, ci "sono cicli" citando poi l'Adamello e il Tonale. Dicendo “Il ghiaccio non arretra perché Capezzone sgasa con la sua Golf turbo”

Si è importante leggere i libri ma forse bisognerebbe anche leggerli fino in fondo. Dopo questa dichiarazione mi sono arrabbiata anche come insegnante di scienze. Chi di noi ha dedicato la vita a spiegare il metodo scientifico, a spiegare come leggere i dati, si trova davanti poi a queste dichiarazioni che cancellano tutto.

 

Con la fusione dei ghiacciai non perdiamo solo la bellezza di questi “monumenti”. Cosa comporta? Ci sono dei rischi?

Più che rischi ci sono effetti negativi non indifferenti. Nelle aree prossime al ghiacciaio, soprattutto a valle, gli ecosistemi naturali ma anche quelli antropizzati, d'estate beneficiano dell'acqua di fusione dei ghiacciai. Già adesso molti rifugi si trovano in difficoltà per la scarsità di risorse idriche bisognerà capire come affrontare questa situazione. Anche il permafrost che è il terreno perennemente ghiacciato piano piano si sta degradando. Si sono problemi per i pascoli, per la stabilità di intere zone. Possiamo dire che al di sotto dei 3500 metri i ghiacciai tra non molto spariranno. I problemi non saranno secondari e non stiamo parlando solo di bellezza. E in tutto questo continuano le strumentalizzazione e le stupidaggini.

 

Quali?

Salvare i ghiacciai con i teloni? E' la cosa più assurda che si può dire. E' una presa in giro, uno spreco di denaro enorme spesso e volentieri pubblico. Serve per mantenere la pista da sci? Diciamo, 'io voglio mantenere la pista da sci in barba a tutto quanto'. Ma non per i ghiacciai che hanno bisogno di un continuo contatto con l'esterno. Poi è tutto materiale plastico. Posso capire il cosiddetto snowfarm per un rifugio che ha il timore di avere problemi di acqua e decide di conservare un cumolo di neve coprendolo. Certe volte, però, gli investimenti che si fanno sono davvero sbagliati, quando invece le pratiche di adattamento dovrebbero essere altre.

 

In questi giorni in Marmolada abbiamo toccato i 14 gradi. C'è oggi la necessità di ripensare il turismo, di cambiare qualcosa e magari delimitare alcune zone?

Si possono fare diversi ragionamenti. I crolli ci sono sempre stati ma stiamo registrano un aumento anche nelle dimensioni e la montagna è più pericolosa. Occorre fare attenzione a non mettere nuove infrastrutture e a non portare certe persone in determinati luoghi. Serve prevenzione e non pensare di aumentare le seggiovie, le funivie, non pensare a mettere gli alberghi e magari anche la piscina in cima la montagna. Sono tutte stupidaggini che fanno danni enormi e rendono molto più pericolosa la nostra montagna. Serve lavorare per ridurre i rischi. La montagna non è un lunapark, certi arrivano e pensano di essere a Rimini. Questo non va bene.

 

Per cercare di frenare la fusione dei ghiacciai cosa possiamo fare ancora oggi?

Non immettere CO2 e portare avanti tutti gli interventi di mitigazione previsti. Servono stili di vita sobri, “sgasare” come ha detto qualcuno, il meno possibile e le istituzioni devono fare la propria parte e preoccuparsi di più.

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