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Il progetto europeo per salvare dall’estinzione le linci delle Alpi: dalla prima cucciola del 2021 ai due esemplari rilasciati in Slovenia

Attualmente la popolazione di lince che vive sull’arco alpino è piccola, isolata e gravata da un alto tasso di consanguineità quindi c’è un urgente bisogno di ripopolamento. Proprio per questo è stato avviato “Life  Lynx”, un progetto finanziato in gran parte dall’Ue grazie al quale si sta cercando di salvare queste linci dall’estinzione

Di Tiziano Grottolo - 02 maggio 2021 - 15:07

ALTA CARNIOLA (SLOVENIA). Si chiama “Life Lynx” il progetto in gran parte finanziato dall’Unione europea con l’obiettivo di salvare dall’estinzione la popolazione di linci Dinariche e Alpine. Nel 2018 infatti, si stimava che in tutta Europa vivessero tra gli 8.000 e i 9.000 esemplari di lince suddivisi in 11 popolazioni. In Italia, invece la lince è presente con pochissimi esemplari in Friuli-Venezia Giulia e in Trentino, dove è ancora presente solo il maschio B132.

 

Attualmente, la popolazione “alpina” è piccola, isolata e gravata da un alto tasso di consanguineità per questo c’è urgente bisogno di un rinforzo con misure di ripopolamento con animali sani provenienti da un’altra popolazione. Per risolvere il problema si sta cercando di rinforzare in particolare  la popolazione dinarica e alpina con linci provenienti dalla popolazione vitale dei Carpazi. Uno dei problemi è che fra la popolazione di linci che vivono in Svizzera (da dove proviene la “trentina” B132) e quella che vive in Croazia c’è una “terra di nessuno” che corre dalla Slovenia al Nordest dell’Italia.


Proprio per questo la regione slovena dell’Alta Carniola (o Gorenjska) a ridosso del confine fra Slovenia, Italia e Austria, è stata interessata di recente dalla reintroduzione di due esemplari di lince. Come spiega la pagina di divulgazione “Progetto Lince Italia”: “Dopo il rilascio di 7 linci nei Monti Dinarici negli ultimi due anni nell’ambito di Life Lynx, Aida e Zois, le due linci rilasciate nei giorni scorsi, sono le prime liberate con l’obiettivo di ricostruire una popolazione vitale nelle Alpi sud-orientali”. Il 28 aprile invece sono state rilasciate altre 3 linci sempre per migliorare la connettività tra le popolazioni alpina e dinarica.

 

Il progetto sta dando i suoi frutti tanto che lo scorso febbraio i ricercatori hanno potuto festeggiare il primo discendente di una delle linci reintrodotte dalla Romania. Nell’ambito dello stesso progetto a maggio dell’anno scorso, due maschi di lince Doru e Goru erano stati rilasciati in Croazia e Slovenia. Dopo il loro rilascio, entrambi si erano stabiliti in Slovenia. In particolare Goru ha condiviso il territorio con una femmina locale che dopo alcuni mesi ha dato alla luce una cucciola: Mala.

 

I campioni di Dna raccolti hanno dimostrato che il padre era effettivamente Goru. “Ciò ha confermato la prima combinazione di geni locali con quelli nuovi di origine carpatica – fanno sapere dall’Italia – inoltre rappresenta un grande successo nel percorso di ripristino della diversità genetica che consentirà alla lince di sopravvivere in Croazia e Slovenia e quindi anche nelle Alpi Sud-orientali”.

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