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Montagne prese d'assalto, il soccorso alpino: ''Per impreparazione ci fanno fare il 'servizio taxi' ma dovrebbero ricordarsi che qualcuno può avere reali necessità''

Da giugno sono già oltre 450 gli interventi del soccorso alpino. Predisposte le guardie attive e le reperibilità per fronteggiare il periodo. Il presidente Walter Cainelli: "I nostri volontari operano con dedizione e scrupolosità: siamo e saremo sempre impegnati per garantire la sicurezza ma l'appello è quello di rispettare le regole base prima di intraprendere un'escursione"

Di Luca Andreazza - 14 agosto 2021 - 19:20

TRENTO. "La preoccupazione è quella che in montagna ci siano sempre più escursionisti impreparati: talvolta ci troviamo nostro malgrado a svolgere un servizio taxi". A dirlo Walter Cainelli, presidente del soccorso alpino trentino. "Capita sempre più spesso, infatti, che le persone sbaglino a valutare i tempi di percorrenza e restano bloccati in quota perché trovano gli impianti chiusi: invece di scendere a piedi magari per 2 ore, preferiscono chiamare il Numero unico per le emergenza e farsi venire a prendere. Ma prima di interessare i soccorritori in situazioni, per così dire banali, si deve pensare che si sottraggono risorse e forze per eventuali attività più urgenti, dove magari c'è in gioco una vita".

 

Un ritardo di troppo o la stanchezza possono portare a interessare il 112. A quel punto i soccorritori che vengono chiamati in causa si portano a prestare assistenza a bordo di jeep e fuoristrada nelle ipotesi migliori, ma in casi estremi si può impegnare anche l'elicottero. "Per la nostra parte - aggiunge Cainelli - gli interventi sono gratuiti per convenzione e per legge, quindi nulla è dovuto dall'escursionista. Diverso il discorso per l'intervento dell'elicottero: il medico a bordo valuta la situazione sanitaria e il rischio per il turista è quello di pagare come minimo 750 euro". 

 

Addestrati e formati ai massimi livelli, si tratta di interventi di ruotine che però comportano sempre un rischio, seppur minimo, per i volontari. "Il punto è che queste attività possono rallentare altre operazioni. Se una squadra deve raggiungere persone illese ma bloccate per aver preparato male l'escursione, non può essere allertata per quei soccorsi dove ogni secondo può essere decisivo, senza dimenticare che si perde momentaneamente un mezzo e si devono interessare le stazioni vicine. Insomma, cambia organizzazione ma anche le relative tempistiche per quanto si cerca di prevedere sempre tutto".

 

Sono giornate particolarmente intense per il soccorso alpino, così come per il sistema di protezione civile, per portare avanti le attività sul territorio. Le montagne vengono prese d'assalto durante l'estate e Ferragosto rappresenta sempre un periodo particolarmente critico per l'alta affluenza sulle vette trentine (Qui articolo). Da giugno sono già oltre 450 gli interventi, un trend in linea rispetto al 2020 e in crescita in confronto al 2019.

 

Praticamente tutti i volontari sono in pre-allarme e pronti a entrare in azione, potenzialmente si parla di circa 650 soccorritori sul territorio provinciale. "Abbiamo 5 guardie attive di pronto intervento e altri operatori in reperibilità. In linea di massima si esce con 5 soccorritori. Quest'anno - spiega il numero uno del soccorso alpino - ci siamo inoltre dotati di fuoristrada speciali per assicurare meglio il ferito, quindi riusciamo a massimizzare e razionalizzare l'intervento. Mediamente basta una squadra, mentre le ricerche persone richiedono un ricorso più esteso al nostro personale".  

 

Complici la voglia di trascorrere del tempo all’aria aperta dopo mesi di chiusure e restrizioni, l’arrivo della bella stagione e una scoperta della quota, le montagne della nostra provincia registrano un costante e talvolta vistoso aumento dei visitatori, come sempre più spesso testimoniano le lunghe code agli impianti.

 

"Le e-bike per esempio - continua Cainelli - consentono agli escursionisti di compiere percorsi che magari prima non sarebbero riusciti a intraprendere, magari a quote anche più alte. In fase di discesa avvengono più incidenti per una minore destrezza nella capacità di portare il mezzo. In generale ci sono più casistiche di attività, anche se per fortuna magari con esiti meno gravi".  

Il maggior afflusso in montagna si riflette in un maggior numero di persone che si presentano impreparate in montagna, come nel caso delle due turiste scivolate sul ghiaccio perché sprovviste di ramponi. Gli imprevisti possono essere sempre dietro l'angolo, ma la preparazione è fondamentale per poter vivere la montagna e godere di paesaggi unici e mozzafiato, soprattutto per quelle persone che si approcciano per le prime volte all'ambiente in quota. Conoscere gli accorgimenti necessari e le informazioni corrette da seguire quando si svolgono escursioni o altre attività possono fare la differenza.

 

"I nostri volontari operano con dedizione e scrupolosità per risolvere e gestire ogni situazione di emergenza. Noi siamo e saremo sempre impegnati per garantire la sicurezza e una pronta risposta, ma la sensibilizzazione e la prevenzione sono attività essenziali. L'appello è quello di rispettare le regole base prima di intraprendere un'escursione: prepararsi bene sul percorso e cercare di rispettare i tempi, informarsi sulle difficoltà e indossare un abbigliamento adatto. Non dimenticare mai di controllare scrupolosamente le previsioni meteo perché in montagna il tempo cambia molto velocemente. Un ultimo aspetto è relativo all'importanza di saper valutare le proprie capacità", conclude Cainelli.

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