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Parco dello Stelvio, le associazioni: "Mancano regole chiare. Stop a progetti incoerenti o non rispettosi dell'ambiente"

A ben 3 anni da quando la Regione Lombardia e le Province di Trento e Bolzano hanno iniziato a redigere le proposte di Piano e Regolamento del Parco, il risultato è ancora un nulla di fatto. La denuncia delle associazioni parte dell'Osservatorio del Pn: "Ancora non si ha idea di quando le regole saranno concluse. Senza norme c'è il rischio che si proceda con progetti obsoleti"

Pubblicato il - 28 giugno 2021 - 16:57

STELVIO. “Troviamo ingiustificabile che il Parco Nazionale dello Stelvio non abbia ancora un Piano e un Regolamento definitivamente approvati”. A dirlo sono le Associazioni ambientaliste riconosciute riunite nell’Osservatorio sul Parco Nazionale dello Stelvio (Cai, Fai, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Touring Club Italia, Wwf).

 

Le associazioni, che hanno dato vita nel 2016 all’Osservatorio, sottolineano come in una situazione di radicale mutamento delle vocazioni dei territori montani dovuto ai cambiamenti climatici, se si tenesse davvero allo sviluppo sostenibile delle Alpi centrali si dovrebbe concludere al più presto questi passaggi per dare certezze ai comuni e alle popolazioni locali.

 

Non si possono, invece, riproporre modelli di intervento obsoleti e soprattutto avallare i tentativi di chi, anche con la scusa delle Olimpiadi invernali 2026, vuole bypassare o eludere le normative comunitarie e nazionali a tutela della natura e le regole fissate dalle Linee Guida previste espressamente dall’Intesa del 2015 e approvate dal Comitato Nazionale di Coordinamento di Indirizzo nel 2017 per le varie Zone, di maggiore o minore tutela, in materia infrastrutturale, urbanistica, impiantistica e turistica.

Sono queste le valutazioni e richieste che l’Osservatorio delle Associazioni ambientaliste sottolinea e rilancia all’attenzione del Ministero della Transizione Ecologica, della Regione Lombardia e delle due Province autonome proprio oggi, 28 giugno 2021, giorno dell’ultima riunione del Comitato Nazionale di Coordinamento e di Indirizzo del Pn a conclusione del suo primo mandato e a 5 anni dal suo insediamento.

 

Il Parco Nazionale dello Stelvio è collocato, con i suoi 130.700 ettari, nel cuore delle Alpi Centrali, e per circa tre quarti il suo territorio è al di sopra dei 2000 metri e raggiunge un massimo di 3.905 metri sulla cima dell’Ortles. Si tratta di un ambiente estremamente ricco dal punto di vista naturalistico. La sua fauna conta, solo tra i vertebrati, oltre 260 specie. Vi è la presenza di grandi rapaci come l'aquila reale e il gipeto, di ungulati, tra cui specialmente cervi e stambecchi, e la presenza di molte specie tipiche degli habitat montani dai galliformi alpini, alla marmotta, dalla lepre bianca, all'ermellino. 

 

L’Osservatorio censura il fatto che ancora non siano state redatte dalla Regione e dalle due Province autonome le proposte definitive di Piano e Regolamento, su cui è aperta una procedura di Valutazione Ambientale Strategica dal 2018

 

In occasione dell’ultimo confronto con il Comitato Nazionale di Coordinamento e di Indirizzo svoltosi il 26 maggio scorso l’Osservatorio delle Associazioni, che nel tempo ha mantenuto con esso un dialogo costruttivo, ha appreso che né per la Regione Lombardia né per la Provincia di Bolzano si ha ancora una stima, anche solo approssimativa dei tempi di conclusione delle proposte definitive di Piano e di Regolamento. E, inoltre, che comunque sono state tenute in scarsa o nessuna considerazione – in violazione della normativa comunitaria sulla Vas – le osservazioni delle Associazioni in cui si segnalano l’incoerenza e/o il contrasto di alcune scelte contenute nelle prime proposte di Piano (in particolare sulla zonizzazione) e di Regolamento con la legge quadro sulla aree protette, con la tutela assicurata ai siti comunitari della Rete Natura 2000 e con le stesse Linee Guida.

 

Il rischio è che in aree protette rischino di essere realizzati quegli interventi che alcuni operatori economici (in particolare del comparto sciistico) stanno richiedendo nell’ambito della procedura di Vas in corso sul Ptcp della Provincia di Sondrio o quelli previsti nei cosiddetti “progetti di indirizzo” proposti dalla Regione Lombardia (da realizzarsi a Cancano, Stelvio, Valfurva, Valli Camune) o dalla Provincia di Bolzano (ampliamento del carosello sciistico di Solda).

 
Nel contempo, si registrano anche richieste per realizzare nuove infrastrutture stradali e ferroviarie, per aumentare il volume degli edifici sparsi, per costruire ex novo impianti per lo sci e, addirittura, già effettuare interventi minori (asfaltatura di strade, posa di condotte, ecc.), già in corso, ma che comunque incidono anche in aree tutelate di pregio.

 
Questi risultati, secondo l’Osservatorio delle Associazioni, portano a considerare come fondati i timori e le critiche espresse al momento della definizione, tra il 2015 e il 2016, della nuova governance del Pn dello Stelvio, ossia la difficoltà di assicurare la configurazione unitaria del Pn nel rispetto delle normative vigenti. Timori che tornano di attualità alla luce anche della discutibile frammentazione della Vas, che vede lo svolgimento di procedure plurime e non sincrone ai livelli locali che sono, quindi, incapaci di dar conto degli effetti cumulativi di ogni proposta e di consentire un’effettiva, armonica partecipazione e la definizione di strumenti di piano coordinati.
 

A quest'ultimo proposito l'Osservatorio delle Associazioni pone il problema dell’effettivo coordinamento della gestione, posto che il vigente ordinamento del Parco Nazionale affida alla Regione e alle due Province autonome la gestione tripartita e attribuisce al Comitato Nazionale di Coordinamento e indirizzo il potere di coordinare la gestione. Tuttavia, le proposte di Piano e di Regolamento finora elaborate non prevedono gli strumenti necessari per consentire al Comitato di esercitare tale potere e neppure di rappresentare il Parco nella sua unitarietà.

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