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Strage di Stresa, Cavalese alla sindaca Severino: ''Vicinanza e solidarietà per un dramma che ci accomuna: gioia e divertimento spazzati via''

Prima della strage dei top gun del 1998 con l'aereo americano che ha tranciato i cavi della funivia del Cermis, il parallelo riporta soprattutto al disastro del 1976. Finato: "Possiamo aiutare a superare momento doloroso". Il bimbo di 5 anni stabile, mentre gli inquirenti hanno sequestrato le immagini della videosorveglianza: si deve capire perché il cavo si è spezzato e il sistema frenante non è entrato in funzione

Di Luca Andreazza - 25 maggio 2021 - 13:48

TRENTO. "Manifestiamo vicinanza e solidarietà alla comunità di Stresa per quanto avvenuto sul Mottarone". Inizia così la lettera inviata da Sergio Finato, sindaco di Cavalese, con Giovanni Zanon, commissario della comunità di valle, alla prima cittadina Marcella Severino. Il dramma piemontese riporta, infatti, alla memoria purtroppo quanto avvenuto in Trentino tra gli anni '70 e '90.

 

Prima della strage dei top gun del 1998 con l'aereo americano che ha tranciato i cavi della funivia del Cermis (Qui articolo), il parallelo riporta soprattutto al disastro del 1976, quando alle 17.20 di quel 9 marzo, la fune portante dell'impianto sciistico cedette e la cabina cadde sul fianco della montagna dopo un volo di circa 200 metri, quindi continuò la propria corsa sul terreno per altri 100 metri per poi fermarsi in un campo d'erba.

 

"Purtroppo - dice il sindaco di Cavalese - questa tragedia ci accomuna per analogia e dinamiche degli incidenti, avvenuti inoltre in quello che dovrebbe essere un contesto di gioia, divertimento e spensieratezza. Tante famiglie furono coinvolte e si sono aperte dolorose ferite nella comunità". 

 

La val di Fiemme e il Trentino si sono trovati a dover fare i conti con questi drammi, eventi che rientrano nel bagaglio della memoria della comunità, ogni anno gli anniversari di queste stragi sono ancora molto sentiti. "Non si deve dimenticare - aggiunge Finato - per rispetto delle vittime del 1976 e del 1998 e per il dramma vissuto da tantissime famiglie: le nostre nuove generazioni devono saper portare avanti la memoria di quanto avvenuto, cicatrici della nostra comunità che ci ha messo molto tempo elaborare il dolore. Questo avviene anche nella sinergia tra Fondazione Stava 1985 e quella del Vajont". 

 

Il Trentino si sente vicino a Stersa. "Adesso - evidenzia il sindaco di Cavalese - è il tempo del lutto che va assolutamente rispettato. I malfunzionamenti e gli errori umani possono accadere, ma è doveroso fare chiarezza. Poi per quanto possibile, ci mettiamo a disposizione per qualsiasi supporto al fine di rendere meno doloroso questo difficile momento e aiutare quella comunità a elaborare questo dramma per poter ripartire: ci vuole tempo e tanta forza per superare questo periodo".

 

Intanto proseguono le indagini delle forze dell'ordine. La fune che si spezza, la cabina che inizia a scendere in senso contrario, il dispositivo frenante che non entra in azione e poi lo schianto a grande velocità contro il pilone dell'impianto. Una dinamica che scarrucola la cabina che poi precipita a terra con a bordo i quindici passeggeri. Questo quanto è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, sequestrate dagli inquirenti per analizzare i fotogrammi, ricostruire quanto avvenuto e stabilire le responsabilità. 

 

Sono due le domande per le quali i magistrati cercano risposte attraverso l’esame dell’intera ferrovia e dei video che hanno registrato gli attimi prima della tragedia. Resta da stabilire perché si è rotta la fune e perché i freni di emergenza non si sono attivati. “La sicurezza è la prima priorità, i controlli costanti e due malfunzionamenti sono rarissimi ma questa eventualità va prevista", ha spiegato a Il Dolomiti la presidente di Anef, Valeria Ghezzi (Qui articolo).

 

Un bilancio pesantissimo di 14 vittime e il bambino di 5 anni che lotta per la vita, figlio di una coppia israeliana in vacanza in Piemonte. Dopo cinque ore di operazione chirurgica per la stabilizzazione ossea, si trova ancora ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Regina Margherita di Torino. Le sue condizioni sanitarie sono stabili. E ieri, lunedì 24 maggio, è stato sottoposto alla risonanza magnetica: non sarebbero stati evidenziati danni neurologici a livello cerebrale e del tronco encefalico. Decisive le prossime 24 ore e oggi il piccolo inizia un graduale risveglio dal sonno indotto dai farmaci (Qui articolo).

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