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Belluno
23 ottobre | 16:33

Anche il bramito diventa un'attrazione: cervi inseguiti nella notte con i fuoristrada e illuminati con le torce. ''Servono più controlli e informazione''

A lanciare l'allarme sono Michele Boato, direttore dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer e Giancarlo Gazzola, di Mountain Wilderness: ''Il bramito è un evento naturale di grande fascino ed è giusto che sia conosciuto ed apprezzato: fa bene anche al turismo, ma non possiamo dimenticare il rispetto e i diritti degli animali''. I due ricordano anche l'importantissimo ruolo dei lupi per garantire l'equilibrio naturale nei boschi del Cansiglio

Foto archivio Parco Nazionale dello Stelvio

CANSIGLIO. Tutto fa turismo ormai e anche il bramito dei cervi è diventato un'attrazione per frotte di persone che salgono in quota per assistere ai comportamenti degli ungulati duranti la stagione degli amori. Ma il turismo, se fa certamente bene alle attività economiche delle zone su cui incide, comporta anche tanti problemi prima di tutto di gestione del fenomeno. E così in Cansiglio si sta per archiviare una stagione complicata per i cervi stessi che sono stati ''inseguiti dentro i pascoli recintati con grosse torce elettriche, in bicicletta, addirittura in parecchi casi con fuoristrada dentro i pascoli e illuminati con i fari delle auto”.

 

A parlare sono Michele Boato, direttore dell’Ecoistituto e di Giancarlo Gazzola, di Mountain Wilderness che lanciano l'allarme sul comportamento di molte persone che quest'anno hanno seguito i cervi nella mesata che sta andando a concludersi. ''Una buona parte di chi è salito in foresta  per assistere al bramito si è comportato in modo corretto, ma sono stati molti quelli che hanno disturbato, anche intensamente, gli animali – precisano -. I cervi iniziano a bramire in foresta a fine giornata ed escono allo scoperto solo a buio, quindi, come continuano a ripetere gli esperti, il bramito è uno spettacolo naturale da ascoltare, non – o poco – da vedere. Purtroppo sono stati molti quelli che, indifferenti alla necessità di  tranquillità degli animali, li hanno inquadrati nei pascoli con i fari delle macchine, li hanno inseguiti dentro i pascoli recintati con grosse torce elettriche, li hanno inseguiti anche in bicicletta. Ci è stato riferito addirittura di parecchi casi di inseguimenti con fuoristrada dentro i pascoli”.

 

E non sarebbero mancati gli spari ad opera di veri e propri bracconieri. “Quindi – affermano i due – è mancato il controllo e la vigilanza. Gli ex Forestali, diventati Carabinieri, sono ridotti a pochissime unità e non ci risulta che la Provincia con le sue guardie abbia mai svolto funzioni di controllo e di arginamento alle scorrettezze, o perlomeno né sufficienti né efficaci. Gli enti preposti alla gestione del Cansiglio, e cioè le due Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, i Carabinieri Forestali e le Province di Belluno, Treviso e Pordenone, dovrebbero prendere atto del problema e dialogare tra loro, al fine da mettere in atto un’azione di prevenzione e controllo, organizzando un servizio di informazione e presenza sul territorio nel periodo e nelle ore in cui il bramito si svolge, per garantire la tranquillità di cui gli animali hanno bisogno. In parte potrebbero anche essersi dispersi nelle zone limitrofe al Cansiglio, dove la presenza degli spettatori è pressoché nulla”.

 

“Va inoltre rilevato - proseguono Boato e Gazzola – che quando, ormai parecchi anni fa, i cervi erano tanti, si parlava spesso del danno alla foresta che essi provocavano ed erano in molti a sostenere la necessità del loro abbattimento in gran numero, addirittura 2000 individui da eliminare. Le associazioni ambientaliste si sono opposte con forza e, grazie  anche all’intervento diretto del presidente del Veneto Luca Zaia, questo non è accaduto. Poi è arrivato il lupo che, silenziosamente e senza tanto clamore, ha svolto la sua naturale funzione di predatore ed equilibratore ed ora, ma nessuno ne parla, i cervi presenti in Cansiglio potrebbero essere meno di 400, cioè un numero del tutto compatibile con la conservazione della foresta. Noi non dimentichiamo che sono stati in molti a criticarci anche aspramente, a volte offendendo e accusandoci di essere degli  ambientalisti da salotto, ma ora che i fatti ci danno ragione, che quel grande massacro non era giustificato, sembra che nessuno lo voglia riconoscere”.

 

“Il bramito - concludono - è un evento naturale di grande fascino ed è giusto che sia conosciuto ed apprezzato: fa bene anche al turismo, ma non possiamo dimenticare il rispetto e i diritti degli animali. Gli enti pubblici che sono coinvolti devono prenderne atto e agire, in modo che il prossimo anno la situazione sia finalmente sotto controllo”

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