"Assenza di neve? Cannoni spenti, aspettiamo il calo delle temperature". Dolomiti Superski pronta a ripartire: "Inflazione? Speriamo non freni le famiglie"
Gli impianti sciistici si stanno preparando per la stagione invernale tra caro energia e un inverno "in ritardo". Dolomiti Superski: "Normalmente si inizia a produrre neve artificiale verso metà novembre, ma non abbiamo fretta, la si produce ormai in pochissimo tempo. Caro energia? Preventivato che i costi saranno maggiori"

TRENTO. Costi energetici alti e temperature ancora elevate rispetto alla media, anche in quota, ma tanti gli impiantisti che assicurano che le piste da sci che apriranno.
"I cannoni ancora non si possono accendere, - Marco Pappalardo, direttore marketing di Dolomiti Superski - le temperature non ce lo consentono, ma noi siamo pronti a partire. Stiamo solo aspettando che diventi più freddo. Normalmente si inizia a produrre neve artificiale verso metà novembre, ma non abbiamo fretta, la si produce ormai in pochissimo tempo con le nuove tecnologie".
La data di apertura degli impianti del comprensorio che si estende su gran parte delle piste da sci invernali sulle Dolomiti, è prevista per il 26 novembre. "E' ancora troppo presto per parlare, ma per ora non c'è nessun tipo di allarme o preoccupazione. Abbiamo preventivato che i costi saranno maggiori, essendo lievitate le bollette sull'energia, questo lo sappiamo. Speriamo solo sia una buona stagione, ma dipende tutto da quanto nevicherà, e che rimanga la voglia di andare a sciare nonostante l'aumento dei prezzi e l'inflazione, che sta gravando sulle famiglie".
Non sarà però un inverno facile, "ci dovremo rimboccare le maniche, ma abbiamo lavorato alacremente perché tutto funzioni al meglio, siamo positivi".
L'incremento dei costi si è riflesso anche sul prezzo degli skipass, che "sono aumentati in media del 10% per allinearsi alla crescita ma abbiamo cercato di mantenere un'offerta equilibrata perché anche il cliente si trova a fronteggiare un costo della vita in salita", spiegava Pappalardo soltanto poche settimane fa. "Questa percentuale non copre i costi di gestione e comunque è più bassa rispetto a tanti mercati di riferimento: Regno Unito e Repubblica Ceca viaggiano su un'inflazione del 20%".


















