''Per sparare la neve con i cannoni oggi pompiamo 18 litri al secondo dall'acquedotto di Sopramonte e li portiamo sul Palon. Costi altissimi: serve il bacino artificiale''
Il presidente di Trento Funivie, Fulvio Rigotti: "A tenere chiuso perdiamo di più rispetto alle incertezze legate alle bollette, il lockdown causa Covid è 'costato' 1 milione e 600 mila euro". Il presidente degli Operatori del Monte Bondone, Paolo Prada: "Le prenotazioni si muovono bene ma è impossibile pianificare: si deve gettare il cuore oltre l'ostacolo"

TRENTO. "Sono scesi 30 centimetri di neve naturale e sono previste temperature molto rigide, l'obiettivo è quello di aprire il 3 dicembre". A dirlo è Fulvio Rigotti, presidente di Trento Funivie, mentre Paolo Prada, numero uno dell'associazione operatori del Monte Bondone, aggiunge: "C'è richiesta, il mercato si muove bene tra prenotazioni per il Mercatino e la neve, c'è ancora qualche disponibilità tra Natale e Capodanno ma ormai il last minute è sempre più una dinamica utilizzata per fissare le vacanze".
L'innevamento programmato è entrato in azione negli scorsi giorni e Trento Funivie conta di ritornare a produrre neve con le prossime notti, le previsioni indicano temperature ottimale per ricorrere ai cannoni. "A inizio dicembre non ci sarà un'apertura al 100% della skiarea - spiega Rigotti - ma riteniamo possibile avere pronte le piste dal Palon a Vaneze, oltre ai campi scuola".
Un tema ritenuto cruciale per la sostenibilità della stazione sciistica è quello del bacino artificiale da prevedere alle Viote, indispensabile non solo perché la stagione scorso ci sono state solo 5 giornate di neve ma anche alla luce del caro energia e della siccità (Qui articolo). "C'è acqua per produrre neve - evidenzia il presidente di Trento Funivie - però meno rispetto alle scorse stagioni, un ammanco di un terzo della capacità".
La capacità a Malga Mezavia è di 60 mila metri cubi, la copertura dell'intera area sciabile si attesta però a 140 mila metri cubi. "Oggi - prosegue Rigotti - siamo autorizzati a pompare dalla riserva dell'acquedotto da Sopramonte fino a Malga Mezavia e da lì a cima Palon. Il prelievo è di 18 litri/secondo. Il costo è molto alto e si tratta di un'inefficienza energetica che in questo momento pesa molto sul bilancio. Il bacino alle Viote è strategico per molti fattori e speriamo che questa partita possa sbloccarsi".
Il Monte Bondone, insomma, non molla. "A tenere chiuso perdiamo di più rispetto alle incertezze legate alle bollette, il lockdown causa Covid è 'costato' 1 milione e 600 mila euro". E sono state confermate anche le sciate in notturna. "La spesa è irrisoria - continua Rigotti - circa 60 euro a sera a fronte di oltre 60 mila passaggi nell'arco della stagione. La scelta del recente rinnovo dell'illuminazione con luci a Led a bassissimo consumo garantiscono un piano sciabile sicuro e ben illuminato, ma anche lo sci notturno un investimento sostenibile nel complessivo impegno energetico (Qui articolo)".
Corsi e skipass agevolati per i residenti ma anche investimenti per livellare le piste con il duplice obiettivo di garantire una maggiore sicurezza agli sciatori e di richiedere una minore necessità di neve programmata le armi di questa stagione (Qui articolo). "Ovviamente cerchiamo di azzerare gli sprechi e c'è fiducia per portare a termine un buon inverno - evidenzia Rigotti - le agenzie sono attive, le prenotazioni registrano un segno 'più', anche se in questo momento non siamo ancora ai livelli pre-pandemia. Buona la risposta sulle prevendite degli stagionali e sono previste diverse scontistiche".
A fronte delle incognite tra caro energia, aumento delle materie prime e inflazione, gli operatori sono pronti per una stagione che dovrebbe segnare un ulteriore ritorno alla normalità. "C'è un'ottima campagna marketing e ci sono richieste - commenta Prada - il mercato estero si muove bene, quello italiano è soddisfacente ma si fa i conti con il trend delle prenotazioni last minute. C'è stato qualche ritocco ai listini prezzi ma siamo una località fortemente stagionale, quindi la dinamica per ora è stata solo sfiorata".
Si respira comunque fiducia ma gli operatori restano comunque cauti. "C'è qualche incertezza sui consumi ma in generale questi ultimi anni sono caratterizzate da molte incognite. E' ormai impossibile pianificare, si deve gettare il cuore oltre l'ostacolo", conclude Prada.















