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| 09 giu 2022 | 19:18

“Dotata di collare Gps per seguirne gli spostamenti”, catturata la prima lupa ibrida nel corridoio appenninico ligure

La femmina è stata trasportata all’interno di una struttura realizzata appositamente, dopodiché è stata sterilizzata, munita di radiocollare Gps e rilasciata in natura nella stessa zona in cui è stata catturata nei boschi della Val Petronio

“Dotata di collare Gps per seguirne gli spostamenti”, catturata la prima lupa ibrida nel corridoio appenninico ligure
di Tiziano Grottolo

GENOVA. Risale allo scorso 12 maggio la cattura del primo esemplare di lupo ibrido nel corridoio appenninico ligure. Come spiegano gli esperti di Life WolfAlps Eu si tratta di una femmina di due anni dal manto scuro. La lupa è stata catturata dal personale del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, che collabora con la Regione Liguria grazie a una convenzione siglata nell’ambito di Life WolfAlps Eu.

 

Il fenomeno dell’ibridazione può avere risvolti problematici sia sulla genetica delle specie, sia per quanto riguarda la convivenza con l’uomo. Questo è il caso dei lupi, sia dell’Appennino (QUI uno studio), sia quelli che da diversi anni stanno ripopolando l’arco Alpino. Come spiegava a Il Dolomiti Duccio Berzi, esperto di conservazione della fauna e responsabile delle operazioni sul campo di un importante progetto di monitoraggio sui lupi del Veneto, l’accoppiamento tra lupo e ibrido produce ibridi fertili, in grado quindi di propagare geni canini nella popolazione lupina. “È un fenomeno conosciuto in molti Paesi, ma in Italia peninsulare negli ultimi anni sta dilagando velocemente e in maniera preoccupante”.

 

Più precisamente la cattura è avvenuta nei boschi della Val Petronio, dove la Regione Liguria, porta avanti da alcuni anni un monitoraggio della presenza del lupo nel territorio della Città Metropolitana di Genova, che ha permesso di registrare la presenza di animali con un fenotipo scuro, come la giovane femmina catturata questo mese. Il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano ha maturato un’approfondita esperienza nella gestione dei problemi relativi alla coesistenza uomo-lupo e in particolare nella gestione e prevenzione dell’ibridazione,

 

La femmina è stata trasportata all’interno di una struttura realizzata appositamente dal Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano per la detenzione temporanea di presunti ibridi, in attesa del responso delle analisi genetiche sull’ibridazione. Con il via libera dell’Ispra e del Ministero per la Transizione Ecologica, la femmina è stata sterilizzata, munita di radiocollare Gps e rilasciata in natura nella stessa zona in cui è stata catturata.

 

I dati acquisiti dal monitoraggio saranno importanti per capirne gli spostamenti e comprendere se si tratta di un esemplare in dispersione o se parte di un branco. Nel frattempo in Val Petronio proseguirà il monitoraggio con le fototrappole, importante per individuare gli altri sospetti ibridi sul territorio e organizzare future sessioni di cattura.

 

Il fenomeno dell’ibridazione è legato a molti fattori, in primis la presenza di cani vaganti sul territorio e dalla stessa diffusione dei lupi. È anche per questo che sulle Alpi il rischio di ibridazione è decisamente più basso, infatti le probabilità che una lupa in estro incontri un cane libero nella stagione degli accoppiamenti sono molto basse. Eppure, proprio per questo secondo gli esperti è importante monitorare la situazione ed essere pronti a intervenire appena si dovesse verificare qualche caso.

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