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| 05 set 2022 | 11:01

“E' boom di funghi porcini”. Il monitoraggio di Coldiretti: “Dopo il maltempo raccolte aumentate fino al 50%”

Sono queste le parole della Coldiretti mentre, dopo mesi di siccità estrema, la pioggia è tornata nelle ultime settimana a bagnare i boschi: “Boom di porcini, finferli, mazze da tamburo e imbutini”. Dalle Dolomiti alla Campania, ecco la situazione a livello nazionale

TRENTO. “Non solo danni, con il maltempo scatta la corsa a porcini, finferli, trombette, chiodini nei boschi italiani, dove le ultime piogge hanno creato le condizioni favorevoli alla crescita dei funghi”. Condizioni, dice la Coldiretti nazionale, che da Nord a Sud hanno portato a raccolte aumentate fino al 50% rispetto allo scorso anno mentre la stagione dei funghi “sa iniziando a correre, pur con differenze tra Regione e Regione a causa della siccità estiva, degli incendi e degli eventi estremi”.

 

In particolare, dice la Coldiretti, in questa fase le montagne del Veneto sono ricche di funghi e sulle Dolomiti “è boom di porcini, finferli, mazze da tamburo e imbutini, dal Bellunese all'Altopiano di Asiago dove i boschi si stanno riprendendo dalle ferite dell'uragano Vaia, dal Cansiglio al Comelico, dall'Altopiano di Asiago al Vicentino fino ai Lessini”. In Lombardia invece la stagione è appena partita, rileva la Coldiretti, con quantità di funghi ancora limitate e un ritardo di oltre 20 giorni a seconda della zona a causa della siccità, anche se nel Bresciano “si assiste da qualche giorno ad una buona produzione di porcini in alta quota (1.500 metri circa) e con il cambio delle temperature, e qualche pioggia che finalmente è arrivata, ora anche a quote inferiori”.

 

Scendendo lungo la Penisola, la situazione è piuttosto differenziata ed i funghi si stanno sviluppando, sulla base come detto dell'andamento meteo, a macchia di leopardo. “In Campania – continua però la Coldiretti – dal Matese al Cilento si sta osservando una stagione dei funghi fantastica con un +50% fra porcini e altre varietà. Un trend che coinvolge anche la Calabria, dove si stima un aumento percentuale rispetto all'anno scorso del +30%”.

 

La nascita delle varietà di funghi, conclude la Coldiretti, per essere rigogliosa: “Richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all'interno del bosco. I funghi rappresentano una risorsa importante per un Paese come l'Italia che può contare su circa 11,4 milioni di ettari di bosco, che copre il 40% della superficie del Paese, segnati spesso, purtroppo, dall'abbandono, incuria e dall'azione criminale dei piromani che nel 2022 hanno scatenato quasi 400 grandi incendi distruggendo migliaia di ettari di territorio e pregiudicando in quelle zone anche la nascita e la raccolta dei funghi”.

 

Per tutti gli appassionati, Qui si possono trovare tutti i consigli degli operatori del soccorso alpino per andare a funghi in sicurezza.

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