Giovani agricoltori: "Troppi lupi, servono basi giuridiche che consentano l'abbattimento di animali problematici e dannosi''
I giovani agricoltori del Trentino e dell'Alto Adige dicono che "i grandi carnivori come lupi, sciacalli dorati, orsi e linci si stanno diffondendo rapidamente nella regione alpina e starebbero diventando “una minaccia crescente per l'agricoltura di montagna”

TRENTO. “Sono necessarie e urgenti basi giuridiche efficienti e coordinate, che consentano l’abbattimento di animali problematici e dannosi”. E' questo uno dei passaggi del documento che i giovani agricoltori del Trentino e dell'Alto Adige hanno deciso di presentare nelle scorse ore al mondo della politica nel quale si è trattato il tema dei grandi carnivori. Un tema è stato spiegato nello stesso documento, non riguarda solamente il mondo dell'agricoltura ma anche quello della cultura e del turismo.
Grandi carnivori come lupi, sciacalli dorati, orsi e linci si stanno diffondendo rapidamente nella regione alpina e, spiegano sempre i giovani agricoltori, stanno diventando “una minaccia crescente per l'agricoltura di montagna”, ma non solo. A rischio sarebbe l'intero paesaggio in un declino fatale per le future generazioni. Da qui la decisione di mettere nero su bianco non solamente le criticità che esistono sul territorio ma anche degli interventi che vengono richiesta al mondo della politica e alle istituzioni.
Per gli agricoltori è fondamentale la trasparenza e per questo serve registrare nella regione il numero esatto di lupi. "La trasparenza e il coordinamento nel riportare il numero dei lupi e degli altri grandi carnivori dovrebbe giocare un ruolo importante, perché potrebbe risultare che la popolazione è ormai diventata troppo alta e ad esempio, a livello di popolazione alpina, il lupo non è più una specie in via di estinzione" ha sottolineato Alessio Chistè, presidente dei giovani agricoltori del Trentino. Se si scoprisse che la popolazione fosse molto più alta di quella sancita dalla Direttiva Fauna-Flora-Habitat, continua, “lo stato di conservazione del lupo andrebbe modificato”.
Preoccupazione viene espressa anche nel confronto del “futuro dei nostri figli” viene spiegato nel documento e dal punto di vista culturale anche sulla necessità di proteggere alcune importanti tradizione come la transumanza. "Quando si sente un fruscio nel bosco – afferma il presidente SBJ Raffael Peer - quando eravamo piccoli pensavamo fosse uno scoiattolo, ma ora arrivano alla mente gli attacchi del lupo. Vogliamo che anche i nostri figli possano giocare all’aria aperta e nel bosco, non vogliamo privarli di questa che è un’esperienza formativa caratteristica per il nostro territorio”.
Particolare preoccupazione viene espressa verso la tenuta stessa della aziende. L'ultimo censimento agricolo ha mostrato che entro i prossimi dieci anni il 13,4% delle aziende agricole in Trentino e l'1,1% delle aziende agricole in Alto Adige saranno costrette a chiudere. Molte piccole imprese si guadagnano da vivere con pecore e capre, animali per i quali gli agricoltori si dicono preoccupati. “Con i grandi carnivori – spiegano - il bestiame in alpeggio non è più sicuro”.
Mettere un animale “sotto protezione è sempre più facile che revocarne lo status di protezione, dovremo fare i conti con la presenza dei grandi carnivori in futuro, ma questa non deve rendere impraticabile il pascolo in alpeggio degli animali allevati.", concordano gli assessori all’agricoltura Arnold Schuler e Giulia Zanotelli. L’assessora trentina rimarca inoltre che “seppur l’articolo 16 della Direttiva Habitat permette l’allontanamento degli animali protetti che rechino danni alle attività economiche, come l’allevamento in montagna, si è dimostrato come l’applicazione di questo principio giuridico comporti conseguenze pesanti per i decisori politici a causa dell’estremismo protezionista di una piccola parte della società urbana”.
Riflessi, secondo i giovani agricoltori ci sono anche dal punto di vista turistico. “I contadini si prendono cura del paesaggio, gli ospiti e la gente del posto possono godere del paesaggio ben curato e dell'elevata biodiversità e utilizzare le malghe come luoghi di relax. È quindi impossibile pensare di introdurre in questo territorio i cani da guardiania, addestrati a proteggere il gregge con la possibilità che attacchino chi sta passeggiando sul pascolo”.
Sempre sullo stesso tema dei grandi carnivori sono intervenuti anche i giovani esercenti e albergatori in Alto Adige: “Ogni alpeggio abbandonato dai contadini a causa dei grandi carnivori e delle numerose uccisioni di pecore e giovani bovini provoca il declino dell’allevamento di montagna e della cura del paesaggio alpino. Anche per il turismo questo è un grosso problema, perché i grandi carnivori sono in aumento e gli ospiti hanno paura di orsi e lupi. È quindi necessario che il legislatore intervenga", spiega il presidente altoatesino Daniel Scholzhorn.












