Himalaya, Simone Moro ritenta la scalata del Manaslu: “Mi gioco le mie carte, sono qui per andare fino in cima”
Simone Moro vuole conquistare gli oltre 8.100 metri del Manaslu: “Ovviamente sono qui per andare in cima e non per tornare a casa la quinta volta, ma se sarà necessario, state tranquilli che nessuno è venuto qui per fare l’eroe”

KATMANDU (Nepal). L’alpinista Simone Moro è tornato da diversi giorni in Nepal per tentare la scalata del Manaslu. La montagna fa parte parte della catena dell’Himalaya e con i suoi 8.163 metri è l’ottava vetta più alta del mondo.
Moro è partito dalla cosiddetta Piramide salendo fino sulla cima del Lobuche Peak East (6.119 metri) in 4 ore e 20 minuti, “senza spingere e mantenendo un passo costante” ha specificato. Per circa un’ora è rimasto poi ad aspettare l’amico 62enne Sonam Sherpa che in precedenza era stato raggiunto e superato dall’alpinista italiano a quota 5.800 metri. “Sonam Sherpa è il proprietario della Yeti Airlines, della Thamserku Trekking e di molte altre attività, ma conserva una passione smisurata per l’alpinismo. Sonam era partito ieri (28 giugno) per frazionare la salita in due ponendo un campo a 5.600 metri”.
Per prepararsi alla scalata Moro ha conquistato un paio di vette sopra i 6.000 metri in modo da raggiungere il campo base sul Manaslu già acclimatato. “È chiaro che mi affido sia alla salute che alla fortuna. Ovviamente sono qui per andare in cima e non per tornare a casa la quinta volta, ma se sarà necessario, state tranquilli che nessuno è venuto qui per fare l’eroe”.
Questo per l’appunto è il quinto tentativo da parte dell’alpinista italiano di raggiungere la vetta del Manaslu, quella del Lobuche Peak è stata l’ultima tappa di acclimatamento: “Adesso vado e mi gioco le mie carte” ha detto l’alpinista. Nelle precedenti occasioni Moro aveva dovuto rinunciare a causa del maltempo e del pericolo valanghe.


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