"Hanno benedetto le nostre attrezzature e chiesto agli dèi il lasciapassare" (VIDEO), il gestore del rifugio Vioz sull'Everest alla conquista del Lhotse: "Presto saliremo"
Il gestore del rifugio Vioz: "Siamo al campo base a quota 5.300 metri: abbiamo assistito alla Pugia una celebrazione toccante dove viene benedetta un'attrezzatura personale e viene chiesto agli dèi il lasciapassare alla montagna"

TRENTO. "I nostri rifugisti sono spesso anche alpinisti che si confrontano con le grandi montagne del mondo come quelle Himalayane". Raccontano così, dall'associazione "Rifugi del Trentino" l'esperienza intrapresa da Mario Casanova, gestore del rifugio Vioz, che sorge nel gruppo Ortles-Cevedale a 3.535 metri di quota.
Il rifugista sta infatti intraprendendo una vera e propria avventura: al momento si trova al campobase dell'Everest in attesa di tentare la salita al Lhotse (8.516 metri). Con lui c'è anche la guida alpina Silvestro Franchini. Per Casanova non è il primo 8.000, visto che nel 2017 raggiuse la cima del Dhaulagiri.
Ieri, 29 aprile, il rifugista ha raccontato sui propri canali social una giornata alquanto particolare: "Siamo al campo base a quota 5.300 metri: abbiamo assistito alla Pugia una celebrazione toccante dove viene benedetta un'attrezzatura personale e viene chiesto agli dèi il lasciapassare alla montagna".
Accanto a Franchini e Casanova, moltissimi gli alpinisti presenti in quota con i loro Sherpa "tra cui Kami Rita al suo 29esimo Everest - conclude il gestore del rifugio Vioz, che annuncia -. Trascorreremo altri due giorni al campo base e poi cominceremo a salire".


















