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Il gestore del rifugio Vioz sulla vetta del Lhotse: "Sette anni dopo la mia 'prima volta' ho conquistato un altro 8.000"

Mario Casanova ce l'ha fatta, non senza difficoltà: "Sette anni dopo la mia prima salita su un 8.000 sono arrivato in cima al Lhotse, a quota 8.516 metri"

Di S.D.P. - 21 maggio 2024 - 08:38

TRENTO. Mario Casanova ce l'ha fatta. Il gestore del rifugio Vioz, che sorge nel gruppo Ortles-Cevedale, ha conquistato la vetta del Lhotse, impresa raccontata con grande soddisfazione (quasi "in diretta") sulle sue pagine social: "Sette anni dopo la mia prima salita su un 8.000, alle 04e30 (ora locale) del 20 maggio, sono arrivato in cima al Lhotse, a quota 8.516 metri".

 

Il rifugista è riuscito nell'intento senza utilizzare ossigeno supplementare e senza la guida di uno sherpa. Negli scorsi giorni Casanova si trovava con la guida alpina Silvestro Franchini al campobase dell'Everest in attesa di cominciare la seconda rotazione di acclimatamento. Per il rifugista, come da lui stesso raccontato, non è il primo 8.000, visto che nel 2017 raggiuse la cima del Dhaulagiri.

 

Il 29 aprile, il gestore del rifugio Vioz, che sui social ha tenuto costantemente aggiornati amici e followers sull'impresa, ha raccontato anche un'altra giornata alquanto particolare: "Siamo al campo base a quota 5.300 metri: abbiamo assistito alla Pugia una celebrazione toccante dove viene benedetta un'attrezzatura personale e viene chiesto agli dèi il lasciapassare alla montagna". 

 

Quelle successive sono state giornate dure, vissute all'insegna dell'acclimamento e delle conseguenti difficoltà: "Sono soddisfatto ma anche un po' stanco dopo due notti a campo tre a 7.300 metri che si sono fatte sentire", rivelava raccontandosi pronto a conquistare una vetta infine raggiunta questa notte: "Ora sono a campo 2 - ha spiegato nelle scorse ore di ieri, 20 maggio -. Sto scendendo. A presto". 

 

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