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| 21 feb 2022 | 23:17

"Ho imparato prima a sciare che a camminare", Giorgio Daidola e la ''Marmolada Bianca'': una dichiarazione d'amore alla montagna

La Marmolada è un baluardo di sapienza oltre che un simbolo territoriale inconfondibile, un esempio per una nuova interpretazione dello sci: quello che rispetta l’habitat e ne suggerisce soluzioni davvero ecocompatibili. Questo grazie anche a ‘Marmolada bianca’, una pubblicazione di Giorgio Daidola

TRENTO. E’ bianca per antonomasia e altrettanto regina dolomitica. La Marmolada è un baluardo di sapienza oltre che un simbolo territoriale inconfondibile. Marmolada che diventa pure esempio per una nuova interpretazione dello sci: quello che rispetta l’habitat e ne suggerisce soluzioni davvero ecocompatibili. Questo grazie anche a ‘Marmolada bianca’, una dinamica pubblicazione opera di Giorgio Daidola, istrionico alpinista torinese, trentino d’adozione - vive in val dei Mocheni - esploratore in mezzo mondo, velista intraprendente e testimone attivo del cambiamento dello sci, nonché docente d’economia all’Università di Trento.

 

Ha appena dato alle stampe una sorta di sussidiario alpinistico riservato alla Regina. Non una guida, anzi: i riferimenti alle vie d’accesso alla Marmolada sono solo una scorciatoia per evidenziare come questa montagna sia stata tradita. Come lo sci - inteso come forma di pura magia - abbia dovuto "pagare pegno" a scelte scriteriate di sfruttamento turistico improntato solo l marketing, a quello che Giorgio Daidola definisce "un carosello, luna park privo d’identità".

 

Indagini e denuncia, attuate con grande competenza - da anni si occupa di Analisi economico finanziaria sulle dinamiche legate all’industria dello sci alpino - per onorare il fascino della Marmolada stessa. Montagna da lui amata forse come poche altre. Rispettata in tutto e per tutto. Non a caso elenca precisi itinerari, per suggerimenti che non vogliono essere assolutamente una "guida d’escursione". Solo il rispetto. Per il ghiacciaio a rischio d’estinzione, per tutelare il fascino di quanti resistono a quella quota, nonostante lo smantellamento di una storica cestovia-seggiovia e la devastazione del rifugio dovuta ad una valanga del Rifugio Pian dei Fiacconi, nel dicembre 2020. Il coraggioso gestore, il rifugista Guido Trevisan attende ancora la concessione dello stato di calamità. Impossibile fare previsioni.

Montagna meravigliosa e volutamente dimenticata, ibrido sospeso tra rispetto e sviluppo turistico, tra impianti sciistici dismessi e danni meteo. Le prospettive di un prossimo sviluppo - ma su questo il libro di Daidola è molto scettico - sono collegate al nuovo impianto a fune che per ora è bloccato dal Piano regolatore del Comune di Canazei. Meglio affidarsi al fascino incontaminato di questa vera star delle Dolomiti.

 

Una montagna che consente sciate lungo i pendii dei suoi 3.348 metri, dove anche Tone Valeruz ha sfidato l’equilibrio nelle sue strabiliati discese mozzafiato. Marmolada che dovrebbe consentire lo sci più tradizionale, quello che Giorgio Daidola pratica da sempre, danzando nella neve con stile carving, scendendo lungo tracciati liberi, da interpretare senza alcuna forzatura.

 

Lui lo ha sempre sostenuto: "Ho imparato prima a sciare che a camminare" e - nonostante la sua età (verso gli 80 anni) continua a suggerire buone pratiche alpinistiche.

 

Evitando piste di neve artificiale - Daidola aveva criticato anche le edizioni di una Marcialonga su neve sparata dai cannoni - che trasformano lo sci in "tristi caroselli", su fittizie placche bianche, quelle che tolgono il piacere di scegliere, d’interpretare la discesa, di vedere come e dove - con sci ai piedi - si sono lasciate le tracce nel bianco panorama dei monti.

 

Marmolada bianca non vuole dunque essere una guida per lo sci più sincero, ma neppure una spocchiosa lezione green. Solo - e anzitutto - un omaggio a questo mastodontico baluardo d’identità dolomitica, tra le emozioni legate ai ricordi, i suggerimenti per rendere ancora curiosa una montagna decisamente ambita - Veneto e Trentino se ne contendono gestioni socio politiche - e che in previsione delle Olimpiadi del 2026 dovrà interrogarsi su sviluppo turistico e tutela ambientale. Tra roboanti proposte e altrettante - si spera - azioni di tutela.

Marmolada bianca - Edizioni del Faro - 2021 - 15 Euro

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