“I cani vanno tenuti al guinzaglio per ridurre incidenti come questo”, l'appello per preservare i piccoli di capriolo
Anche un semplice ostacolo artificiale può rivelarsi fatale per un animale selvatico soprattutto se spaventato e inseguito. Questo è quanto avvenuto nei boschi della val di Fiemme dove, a distanza di un giorno, due cuccioli di capriolo sono rimasti uccisi. L'appello: ''In questo periodo dell'anno questi animali sono particolarmente esposti. Facciamo il massimo per ridurre il nostro impatto sulla natura''
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PREDAZZO. Il rapporto fra la natura e l’uomo è spesso conflittuale, talvolta anche un piccolo ostacolo artificiale può rivelarsi fatale. E in questo periodo dell'anno con i piccoli che stanno cominciando ad approcciarsi con l'ambiente che li circonda i rischi (e quindi le attenzioni che dobbiamo avere noi uomini al riguardo) si amplificano. Le crude immagini arrivano dai boschi della val di Fiemme dove, a distanza di un giorno, due piccoli di capriolo erano rimasti uccisi nella scorsa primavera.
“Nel primo caso ho trovato un cucciolo già morto, si era incastrato in una griglia per la raccolta dell’acqua”, spiega Paolo Scarian, l’appassionato che da tempo monitora la presenza dei lupi in Trentino e aveva fatto questi scatti. “Il giorno seguente è successo di nuovo, questa volta però, il piccolo di capriolo incastrato era ancora vivo ma ferito mortalmente dopo essere stato attaccato da un cane. Dico un cane perché se fosse stato un lupo non sarebbe rimasto nulla”.

Ogni primavera infatti i cani lasciati liberi di vagare in estate attaccano e uccidono degli ungulati in particolare i cuccioli più esposti e in questo periodo dell'anno ancora inesperti. Purtroppo anche nel secondo caso non è stato possibile salvare il capriolo che è morto a causa delle ferite riportate. In entrambi i casi sul posto è intervenuta la forestale che in situazioni come queste va sempre avvisata.
“In primavera nascono i primi cuccioli ma sono ancora troppo piccoli per avere qualche possibilità di sfuggire ai predatori. Anche per questo – prosegue Scarian – i cani vanno tenuti al guinzaglio”. E fra i vari comportamenti da evitare assolutamente (oltre a prestare grande attenzione durante le pratiche di sfalcio dei prati), c’è quello di toccare i piccoli ungulati.
Andando in montagna può capitare di imbattersi in piccoli ungulati con poche settimane di vita: le madri infatti si allontanano da loro solo per andare alla ricerca di cibo. Nell’attesa, i piccoli si acquattano immobili tra la vegetazione, mentre il manto maculato e l’assenza di odore li proteggono dai predatori. Se scoperti, la loro strategia non cambia: restano fermi, sperando di passare inosservati. In questi casi toccarli sarebbe un gesto sbagliato, anche se fatto con le migliori intenzioni, perché potrebbe compromettere la loro sopravvivenza.
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