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| 15 mag 2023 | 09:04

"Cuccioli di capriolo e cervo: non toccateli e non prelevateli. La madre potrebbe abbandonarli", l'appello dei forestali. Ecco i comportamenti da seguire

In tarda primavera può capitare d'imbattersi in piccoli di pochi giorni o settimane, apparentemente soli. Risulta tuttavia cruciale non avvicinarsi a cuccioli di cervo e capriolo, non toccarli e soprattutto tenere i cani al guinzaglio 

TRENTO. È possibile in questo periodo dell'anno imbattersi in cuccioli di cervo e capriolo, nascosti nella vegetazione. Ciononostante, risulta cruciale evitare di avvicinarsi o accarezzarli: il rischio è infatti che la madre li abbandoni. Ne va quindi della loro sopravvivenza. 

 

Il Servizio faunistico della Provincia di Trento raccomanda di non toccare i cuccioli di cervo e capriolo. In tarda primavera può capitare d'imbattersi in piccoli di pochi giorni o settimane, apparentemente soli.

 

In realtà, spiegano gli esperti, "le madri si allontanano solo per andare alla ricerca di cibo e va dunque evitato l'incauto comportamento di raccoglierli. Nell’attesa, i piccoli si acquattano immobili tra la vegetazione, mentre il manto maculato e l’assenza di odore li protegge dai predatori. Nello stesso periodo, un'altra situazione di pericolo è rappresentata dallo sfalcio dei campi con mezzi meccanici, che possono ferire o uccidere alcuni di questi piccoli".

 

Risulta quindi cruciale sapere come comportarsi in questi casi a partire dal non accarezzarli: l'odore umano allarmerà la madre, che smetterà di allattarlo. Importante inoltre è tenere il proprio cane al guinzaglio durante le passeggiate nel bosco, che potrebbe disturbare, ferire o persino uccidere i selvatici presenti. Nel caso in cui il cucciolo in questione sembrasse ferito, contattare la Stazione forestale, i guardiacaccia di zona o la Centrale unica di emergenza 112.

 

Per quanto riguarda invece lo sfalcio dei prati, per ridurre il pericolo di ferire gli animali, è bene adeguare il metodo di sfalcio procedendo in senso centrifugo, dal centro verso l’esterno, garantendo così agli animali una via di fuga.

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