Il capo della protezione civile: “I ghiacciai si ritirano di almeno un metro l’anno, si sente il grido di dolore della montagna”
Il capo Dipartimento della protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, è intervenuto durante l’incontro di Canazei: “Il disastro della Marmolada è entrato nelle coscienze di ognuno di noi, per la sua tragicità e perché ci ha messo di fronte ai rischi della montagna”
.jpg?itok=0AWtVcyB)
TRENTO. “Il disastro della Marmolada è entrato nelle coscienze di ognuno di noi, per la sua tragicità e perché ci ha messo di fronte ai rischi della montagna”, così il capo Dipartimento della protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, è intervenuto durante l’incontro di Canazei dove si era riunita la Giunta trentina.
Nell’occasione c’è stato anche un momento di ricordo per le 11 vittime: “La tragedia dello scorso 3 luglio – ha detto Curcio – ha colpito l’intera comunità nazionale: compostezza, serietà e garbo con cui è stata gestita l’emergenza da parte di istituzioni, soccorritori e territorio è qualcosa che tutto il Paese ha riconosciuto”.
Soffermandosi sugli aspetti relativi alla sicurezza in quota, il capo della protezione civile nazionale ha riferito che è in fase di elaborazione un percorso che coinvolga tutti i territori dell’arco alpino, con competenze eterogenee, poiché la materia richiede un confronto con professionalità diverse.
“La prospettiva della sicurezza deve essere valutata per ogni attività umana. Il sistema di valutazione richiederà del tempo, ma l’elemento essenziale rimane la consapevolezza del rischio – ha aggiunto Curcio – dalla commissione grandi rischi è emerso che i ghiacciai si ritirano di almeno un metro l’anno. Sorvolando la Marmolada ce ne siamo resi conto, si sente il grido di dolore della montagna”.
.jpeg?itok=PG-nGRxd)

.png?itok=3zEdMGMq)











