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| 03 ott 2022 | 12:07

“La perdita di spessore un dato fuori scala, aperti crepacci enormi come non mai”: sui ghiacciai (FOTO) la 'conta' dei danni dopo l'estate 2022

Gli esperti del Servizio glaciologico lombardo sono saliti nella giornata di ieri (domenica 2 ottobre) sul Ghiacciaio di Campo Nord Paradisin, nel territorio di Livigno (Sondrio), riportando la situazione dopo le condizioni di caldo estremo e di siccità registrate nel corso dell'estate 2022

“La perdita di spessore un dato fuori scala, aperti crepacci enormi come non mai”
Foto di Davide Colombarolli (Servizio glaciologico lombardo)

SONDRIO. Caldo record e siccità prolungata: continua la 'conta' dei danni dopo l'estate 2022 sui ghiacciai alpini. Dopo l'approfondito report della Società meteorologica italiana in merito alle condizioni del Ghiacciaio Ciardoney, nel Parco nazionale del Gran Paradiso (Qui Articolo), dati simili (e molto allarmanti) arrivano anche dal Ghiacciaio di Campo Nord Paradisin, nel territorio di Livigno (Sondrio), dove ieri (domenica 2 ottobre) sono saliti gli esperti del Servizio glaciologico lombardo.


In termini numerici infatti, la perdita di spessore registrata a quota 2.950 metri è stata di quasi 5 metri, mentre il corpo glaciale 'ha ceduto' 30 metri in lunghezza sulle varie fronti misurate. Numeri, come detto, completamente fuori scala ma purtroppo in linea con quanto già registrato sul Gran Paradiso (anche in quel caso sono stati persi 4 metri di spessore e 30 metri di arretramento frontale).


La grande fusione registrata negli ultimi mesi ha modificato sensibilmente la morfologia del ghiacciaio con l'apertura, dicono gli esperti, di crepacci enormi come non mai” a quota 3100 metri. Cambiamenti estremi causati quest'anno anche dallo scarsissimo livello di innevamento registrato a inizio giugno (nelle foto si notano circa 20 centimetri di neve fresca caduti recentemente), che ha portato con l'aumento delle temperature al progressivo 'scoprirsi' del ghiaccio e quindi ad una fusione straordinaria.


Come la maggior parte dei ghiacciai al di sotto dei 3.500 metri di quota, riportano gli esperti del Servizio glaciologico, anche il Campo Nord Paradisin ha purtroppo gli anni contati. “Tutti i ghiacciai al di sotto dei 3.500-3.600 metri di quota – spiegava l'esperto a il Dolomiti negli scorsi mesi il ricercatore dell'Istituto di Scienze polari del Cnr Jacopo Gabrieli (Qui Articolo) – sono in grossissimi guai. Anche se riuscissimo per assurdo a tagliare a zero le emissioni a partire dal prossimo anno, entro il 2050 il 50% della massa di ghiaccio nelle Alpi sparirà in ogni caso. Gli effetti che vediamo oggi sono purtroppo le conseguenze delle azioni di decenni fa”.


Foto di Davide Colombarolli (Servizio Glaciologico Lombardo)

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