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''Non facciamo i nostri lavori per vincere un Oscar ma per affascinare e rendere consapevole la gente'', il fotografo trentino Modica si racconta per Aquila Basket

Ispirato e incuriosito dal mondo, dalla natura, dalle persone, il 32enne ormai da anni lavora per raccontare storie, luoghi, volti. Lo fa da fotografo, videomaker, regista, esploratore. La storia e la passione di Federico Modica su Bskt, il magazine di Aquila Basket

di Redazione

TRENTO. "Non facciamo i nostri lavori per vincere l'Oscar". A dirlo il fotografo trentino Federico Modica. "Ma per affascinare la gente, per rendere tutti quelli che guardano i nostri documentati più consapevoli di ciò che ci circonda e ciò che stiamo vivendo".

 

Ispirato e incuriosito dal mondo, dalla natura, dalle persone, Modica ormai da anni lavora per raccontare storie, luoghi, volti. Lo fa da fotografo, videomaker, regista, esploratore: è difficile definire con una parola il 32enne fiemmazzo, che ha l’entusiasmo di un ragazzino e l’esperienza di un veterano.

 

E' autore anche di "Between Heaven and Ice", una spedizione costruita intorno a determinazione, passione, dedizione e amicizia per rendere realtà un'avventura molto difficile. La straordinaria sfida tutta regionale di un gruppo di giovani trentini e altoatesini appassionati di avventurafotografia e video, che hanno realizzato un film in Groenlandia alla ricerca dell’icerberg ideale per cimentarsi nell’attraversata su una highline.

 

 

Gli artefici di questa singolare avventura sono stati il fotografo Federico Modica, ideatore del progetto, quindi l'acrobata Mattia Felicetti (l’altoatesino Benjamin Kofler non sarà invece in sala, ndr), la fotografa Alice Russolo, il responsabile della comunicazione Luca Zanon. Della spedizione hanno poi fatto parte anche il fotografo Ralf Brunel, con un passato importante nel mondo giovanile dell’arrampicata, e il video maker Graziano Bosin.

 

"Credo che la conoscenza generi rispetto e questo vale a maggior ragione per la natura e per l’ambiente. Anche per questo è sempre importante puntare ad avere grande qualità nelle immagini. Il problema dei cambiamenti climatici è lungo e complesso, ma in questi anni è indubbio che al di là dei singoli episodi o delle singole stagioni il panorama delle nostre montagne stia cambiando.

 

La storia e la passione di Federico Modica raccontata su Bskt, il magazine mensile di Aquila Basket.

 

FEDERICO MODICA, RACCONTARE IL GHIACCIO

di Andrea Orsolin

 

La sua casa è la val di Fiemme ma Federico Modica è un professionista costantemente “on the road”.

 

Ispirato e incuriosito dal mondo, dalla natura, dalle persone, Federico ormai da anni lavora per raccontare storie, luoghi, volti. Lo fa da fotografo, videomaker, regista, esploratore: è difficile definire con una parola il 32enne fiemmazzo, che ha l’entusiasmo di un ragazzino e l’esperienza di un veterano.

 

Come è nata la tua passione per la fotografia?
La prendo larga: da ragazzino facevo atletica a livelli abbastanza alti, a 18 anni però mi sono infortunato. Un infortunio che poi non si è rivelato così grave, ma che tra una cosa e l’altra mi ha fatto perdere un intero anno di preparazione e allenamenti.

A quel punto, pur continuando a praticare tantissimi tipi di sport all’aperto, volendo rimanere comunque nel mondo dello sport e avendo conosciuto un fotografo che seguiva i nostri eventi ho cominciato a scattare fotografie. Ho avuto la fortuna di trovare subito due figure che mi hanno incoraggiato e avviato a questa professione: Bruno Felicetti, che mi ha dato la possibilità di lavorare con l’Apt della val di Fiemme; e Matteo Lunelli, giornalista del quotidiano l’Adige, che mi ha aperto le porte del fotogiornalismo.

 

In quella prima fase ho iniziato a capire la fortuna di vivere in un posto come la val di Fiemme, che ho cominciato a scoprire proprio da dietro l’obiettivo. A quel punto ho preso la decisione di fare della fotografia la mia vita professionale.

 

Fotografia, ma non solo.
No, è vero. Mi piace molto cambiare prospettiva, seguire anche gli sviluppi tecnologici e i nuovi modi di comunicare che cambiano giorno dopo giorno anche grazie ai social network: nel 2015 è stata la pubblicità di una nuova Go-Pro a ispirare uno dei grandi progetti a cui ho lavorato in questi anni, assieme all’amico Mattia Felicetti di Moena, il video-documentario Between Heaven & Ice. Nello spot c’erano due climber molto famosi che arrampicavano un iceberg, è stata la scintilla che ha dato vita alla nostra idea di raccontare proprio l’arrampicata sui ghiacci della Groenlandia.

 

Un documentario che è piaciuto, che ha vinto anche alcuni premi a livello internazionale, e ci ha dato la spinta a continuare a investire in questo tipo di racconti, molto potenti per emozioni e immagini.

 

Ti senti più fotografo o più videomaker?
Nel cuore io mi sento un fotografo. Ma in ogni caso, il mio lavoro non è produrre set di immagini. Le fotografie che scatto voglio che vadano dietro alla semplice immagine, che raccontino una storia. Non è una questione di occhio, è una questione di cuore.

 

Ecco perché per me è importante anche vivere in prima persona certi ambienti e certi elementi. È fondamentale conoscere, imparare, studiare, vivere esperienze, per poi avere gli elementi per raccontare: è quello che spinge me e Nuranak Film, la casa di produzione che ho fondato. Non facciamo i nostri
lavori per vincere l’Oscar, ma per affascinare la gente, per rendere tutti quelli che guardano i nostri documentati più consapevoli di ciò che ci circonda e ciò che stiamo vivendo.

 

Ad esempio i cambiamenti climatici.
Credo che la conoscenza generi rispetto, e questo vale a maggior ragione per la natura e per l’ambiente. Anche per questo è sempre importante puntare ad avere grande qualità nelle immagini. Il problema dei cambiamenti climatici è lungo e complesso, ma in questi anni è indubbio che al di là dei singoli episodi o delle singole stagioni il panorama delle nostre montagne stia cambiando.

 

Di sport ti occupi anche e soprattutto nelle discipline invernali: sci di fondo, e non solo, con collaborazioni che ti hanno portato anche a vivere l’atmosfera dei Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang e Pechino.
Seguo durante tutta la stagione della coppa del mondo le gare di sci di fondo, ma sono un grande appassionato di tanti altri sport invernali. Il più spettacolare per un fotografo? Direi il salto con gli sci. Il basket? Mi appassiona molto, anche se non lo conosco bene come altri sport. Sono però sempre gasato dalle società trentine che riescono a portare in giro, grazie allo sport, iniziative di cultura ed essere presenti nel benessere per la società e le persone.

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