Quattro nuove briglie per ridurre il rischio idrogeologico sul rio Rotian, proseguono i lavori dopo la terribile esondazione durante la tempesta Vaia
Una colata di fango e detriti di oltre 50 mila metri cubi aveva causato una vittima e aveva spazzato via il campeggio. L'avanzamento dei lavori presentato durante il week end della Protezione civile

DIMARO FOLGARIDA. Quattro nuove briglie-rampa per ridurre il rischio idrogeologico. Queste opere sono in sostituzione dei 7 manufatti preesistenti lungo l'alveo del rio Rotian a Dimaro Folgarida in val di Sole, corso d'acqua che è esondato nell'ottobre del 2018 durante la tempesta Vaia per una colata di fango e detriti di oltre 50 mila metri cubi che aveva causato la morte di Michela Ramponi e aveva spazzato via il campeggio.
Lo stato dei lavori lungo il corso d’acqua è stato presentato dal Servizio bacini montani della Provincia nell’ambito del week end della Protezione civile, che vede la presenza di tutte le strutture operative in piazza Dante a Trento.
Nel biennio 2023/2024 saranno completati inoltre la demolizione delle opere idrauliche danneggiate e il recupero funzionale delle briglie collassate, con il reimpiego dei blocchi in calcestruzzo.
“Già all’indomani della tempesta Vaia, il Servizio bacini montani ha attuato in somma urgenza e concluso entro lo stesso anno i primi interventi di ripristino dell’alveo e delle opere danneggiate dall’evento” ricorda l’assessora Giulia Zanotelli, che nel ringraziare gli operatori in campo per i lavori di riduzione del rischio evidenzia come “amministrare un territorio complesso sotto il profilo orografico e fragile dal punto di vista idrogeologico come il Trentino, richiede una continua manutenzione degli alvei di torrenti, fiumi e laghi, dei versanti instabili e delle opere di sistemazione idraulica e forestale”.
Il Piano degli interventi di sistemazione idraulico-forestale della Provincia prevede investimenti per un valore complessivo di 116 milioni di euro nel quinquennio compreso tra il 2019 e il 2023. Per garantire la massima celerità degli interventi, la progettazione delle opere lungo l’alveo del rio Rotian, il Servizio bacini montani si è attivato in inizialmente tramite perizie esecutive redatte dall’Ufficio territorialmente competente.
A oggi lo stanziamento complessivo ha raggiunto i 4,6 milioni di euro, al netto delle spese di manodopera (circa 2 milioni di euro), poiché tutti i lavori vengono attuati “in amministrazione diretta”, impiegando operai edili alle dirette dipendenze del Servizio bacini montani, sempre con l’obiettivo di velocizzare l’esecuzione degli interventi.
Per il contrasto all’innesco di ulteriori colate di detriti, sono state ricostruite le prime 4 briglie-rampa. Nella parte media, per l’aumento della capacità di laminazione del trasporto solido è stato completato il nuovo sistema di controllo delle colate (nuova briglia filtrante e una serie di piazze di deposito).
E' stato inoltre ultimato il ripristino delle opere di laminazione preesistenti all’evento. Nel mese di ottobre di quest’anno è stata ultimata la pista di servizio in sponda destra orografica, con il reimpiego del materiale di frana attraverso il suo recupero alle caratteristiche geotecniche idonee. Il collaudo è previsto entro la fine del 2022.
Infine, nella parte bassa (conoide), nell’ambito dei lavori di adeguamento del canale di deviazione del rio Rotian è stato eseguito il nuovo canale deviatore dalla “cascata” a via Gole (425 metri) e il nuovo ponte a scavalco dell’alveo deviato del rio Rotian (attualmente sono in corso le prove di carico). Infine, è stato ultimato il trattamento e lo smaltimento del deposito temporaneo di detriti “Dimaro Est” (16.000 metri cubi).
Il tratto terminale del canale da via Gole fino al Noce (75 metri) potrà essere completato dopo lo spostamento della pista ciclabile della val di Sole, per la quale è previsto un nuovo tracciato in sponda sinistra orografica del torrente Noce.
Rimangono in corso i lavori di ripristino della viabilità interna tra Dimaro e Commezzadura, che comportano la demolizione di un edificio che si trova lungo il nuovo tracciato della strada (già acquisito al demanio idrico provinciale). Entro il 2022 è previsto il perfezionamento della pratica preliminare legata alla “storicità” dell’edificio, mentre l’operazione di demolizione verrà effettuata nel 2023.














