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| 19 set 2022 | 19:13

''Quello che vediamo è più grave di qualsiasi cosa pensassimo possibile finora", scomparso un ghiacciaio in Engadina

L'estate 2022 è stata devastante per tutti i ghiacciai alpini e uno sul massiccio del Bernina, il Corvatsch, si è talmente ritirato da rendere impossibili le rivelazioni

Teloni bianchi stesi sul ghiacciao del Corvatsch per proteggerlo dallo scioglimento Keystone / Arno Balzarini
Teloni bianchi stesi sul ghiacciao del Corvatsch per proteggerlo dallo scioglimento Keystone / Arno Balzarini
di Redazione

TRENTO. ''Quello che vediamo è più grave di qualsiasi cosa pensassimo possibile finora", questo ha riferito il glaciologo Matthias Huss, responsabile della rete svizzera di monitoraggio dei ghiacciai “Glacier Monitoring Switzerland” (Glamos) all'agenzia tedesca Dpa. Parole cariche di rassegnazione riferite al ghiacciaio del Corvatsch nel massiccio del Bernina in Svizzera di fatto ''clinicamente morto''.

 

Non ci sono più speranze e ai tecnici e agli esperti saliti in quota non è rimasto altro da fare che smontare le attrezzature e riportarle a valle. L'estate 2022 è stata devastante per tutti i ghiacciai alpini ma questo, che era già in grandi difficoltà, probabilmente non si riprenderà più. Di ghiaccio ne resta talmente poco da rendere impossibili le misurazioni e a scomparire sono stati anche alcuni strati di ghiaccio presenti da almeno 7mila anni. 

 

 

Qui il video di un altro ghiacciaio del massiccio del Bernina: ecco il Morteratsch ritiratosi in 150 anni di 2/3 del volume e destinato, stando alle proiezioni 3D anch'esso a scomparire.

 

 

 

Gli organi di informazione svizzeri spiegano che era ''cronaca di una morte annunciata'' quella del Corvatsch visto che a partire dal 2019, come conseguenza del progressivo ritiro, i glaciologi del Glamos erano già stati costretti a interrompere gradualmente i monitoraggi sul Pizol, lo Schwarbachfirn e sul Vadret dal Corvatsch. E a quasi nulla sono serviti i teloni geotermici per proteggerlo d'estate visto che già 10 anni fa erano cominciate le attività di copertura ma al risultato attuale si è arrivati lo stesso.

 

A lasciare attoniti, infatti, anche gli esperti è stata la velocità con il quale si è ritirato. Hanno un gusto amaro le immagini (in gallery) che mostrano la rimozione dei teli geotessili distesi nei mesi estivi sul ghiacciaio allo scopo di preservare la neve in vista della stagione sciistica.

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