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Si chiude la stagione sul Presena e ora si pensa all'estate e ai teli geotermici per salvare il ghiacciaio dopo un inverno caldo e secco

La stazione ha salutato gli ultimi sciatori nel corso dell'ultimo week-end. Ora si pensa alla manutenzione e alla salvaguardia del ghiacciaio durante i mesi estivi. L'amministratore delegato del Consorzio Pontedilegno-Tonale: "C'è molta attesa per l'estate con tante attività e diversi eventi in calendario, sperando che la situazione geopolitica internazionale si stabilizzi in vista dell'inverno prossimo"

Pubblicato il - 17 maggio 2022 - 21:44

PASSO DEL TONALE. "Si conclude la stagione sciistica". Il saluto invernale del comprensorio Pontedilegno-Tonale. "Anche il Presena si congeda e riaprirà a giugno per i trekking e le escursioni in quota. Stiamo preparando un’estate ricca di eventi e di attività per rigenerarsi nella natura".

"La stagione é stata buona - commenta Michele Bertolini, amministratore delegato del Consorzio Pontedilegno-Tonale - se consideriamo le grandi incertezze e le difficoltà di inizio stagione. Le strutture ricettive hanno sofferto le settimane in cui non c'era chiarezza sulla durata del Green pass, risolto il problema c'è stata una ripresa dei mercati esteri. Le tante giornate di bel tempo hanno spinto le presenze durante i week end e c'è stato un ottimo afflusso del turismo di prossimità. Siamo riusciti a sopperire alla mancanza di precipitazioni naturali mediante i sistemi di innevamento programmato".

 

La stazione ha salutato gli ultimi sciatori nel corso dell'ultimo week-end. Ora si pensa alla manutenzione e alla salvaguardia del ghiacciaio durante i mesi estivi. "C'è molta attesa per l'estate con tante attività e diversi eventi in calendario - aggiunge Bertolini - sperando che la situazione geopolitica internazionale si stabilizzi in vista dell'inverno prossimo".

 

L'avvicinamento dell'estate, per i ghiacciai alpini, rappresenta ormai un appuntamento difficile: il cambiamento climatico e l'aumento delle temperature, un clima sempre più secco e caldo e le conseguenze dell'inquinamento rendono le superfici sempre più fragili, tanto che ormai in Italia si scia nei mesi estivi solo a passo dello Stelvio con Marmolada e Presena che ormai hanno rinunciato alle serpentine nella bella stagione per preservare un sistema delicatissimo.

 

Per questo, già da quasi 15 anni, sul ghiacciaio della Presena si è cercato di correre ai ripari, attraverso i teloni geotessili in grado di contrastare l'arretramento delle superfici ghiacciate e di ripararle dai raggi solari; un lavoro che ha contribuito a ridurre l'ablazione, cioè la fusione che porta all'assottigliamento dei ghiacci, del 52%.

 

A cavallo tra Lombardia e Trentino, dove la val Camonica "tocca" la val di Sole, dal 2008 si ricorre alla tecnologia per contrastare l'arretramento del ghiacciaio. I teli sono stati posizionati per la prima volta nel 2008 e da allora ogni anno vengono posizionati le coperture dalle dimensioni di 5 per 70 metri a stagione conclusa per preservare il più possibile la superficie: una tecnologia che nel 2021 è stata protagonista alla Biennale di Venezia.

 

Sono in corso alcune manutenzioni ma il posizionamento dei teli è previsto solitamente per le prime settimane di giugno. Questo periodo estivo non sarà facile per il ghiacciaio, la stagione 2021/22 è stata, infatti, avara di neve, il manto sul Presenza a causa delle scarse precipitazioni invernali e primaverili è molto più sottile rispetto alle ultime annate. La strategia anti-scioglimento del ghiacciaio Presena non si limita al solo utilizzo dei teloni. Nel corso dell'inverno viene messa in pratica l'altra parte del programma, con l'incremento della superficie nevosa tramite dei sistemi di innevamento di ultima generazione.

 

"L'innevamento programmato utilizza l'acqua di un adiacente bacino idrico naturale, proteggendo il ghiaccio naturale con uno strato di neve artificialeSono 10 i cannoni che sparano neve lungo con una portata oraria di 220 metri cubi della lingua di ghiaccio. Un grande sforzo, costoso (la spesa media annua, tra gestione e manutenzione, supera i 420 mila euro) ma i cui effetti sono positivi: da un confronto tra la condizione del ghiacciaio registrata nel 2008 e quella attuale, emerge che è stato salvato dallo scioglimento uno spessore di ghiaccio alto oltre 50 metri", conclude Bertolini.

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