Contenuto sponsorizzato

Una meningite con sepsi lo ha privato delle gambe e di sette dita delle mani ma è arrivato sull'Everest: lo straordinario esempio di Andrea Lanfri

 Circa 24 ore fa, l'alpinista toscano Andrea Lanfri, accompagnato dalla guida alpina Luca Montanari, è riuscito a raggiungere la vetta dell'Everest. Un'impresa che arriva al termine di un lungo percorso di cura, recupero e allenamento e che in altre epoche avrebbe ispirato storie e leggende dal grande messaggio morale

Foto di Andrea Puviani e Ilaria Cariello
Di Pietro Lacasella - 14 maggio 2022 - 16:15

TRENTO. Ci sono storie di grande attualità che, se fossero state raccontate nell'antica Grecia, avrebbero senz'altro offerto un messaggio sociale. Una morale capace di guidarci nella complessità della vita quotidiana. Circa 24 ore fa, l'alpinista toscano Andrea Lanfri, accompagnato dalla guida alpina Luca Montanari, è riuscito a raggiungere la vetta dell'Everest. "E con ciò?" - penseranno giustamente molti di voi - "alla fine sull'Everest salgono centinaia di persone ogni anno" (dall'inizio di questa primavera hanno toccato la vetta circa 250 alpinisti).

 

In questo caso, però, non bisogna concentrarsi sull'obbiettivo raggiunto, ma sul "come" è stato raggiunto. Nel 2015, all'età di 29 anni, Lanfri ha contratto una meningite con sepsi meningococcica che lo ha privato di entrambe le gambe e di sette dita delle mani. Una pugnalata all'entusiasmo di un ragazzo ancora giovane. Ma spesso, parafrasando De Andrè, i fiori più belli nascono superando i momenti peggiori. Così, da quella che sembrava una situazione compromessa, Lanfri ha trovato la motivazione per continuare a respirare la vita a pieni polmoni.

 

Dopo un'intensa e prolifica esperienza nell'atletica leggera, ha riabbracciato la sua passione per l'alpinismo scalando, in una manciata di anni, montagne di assoluto rilievo, con un approccio spesso originale: dal vulcano Chimborazo (6292 m.) in Ecuador, al Monte Rosa, dalla Cima Grande di Lavaredo, al Cervino; fino a superare, nel 2019, i 7000 metri della Puntha Hiunchiuli.

 

Questa rinascita atletica è stata accompagnata dalla sensibilità per alcune importanti questioni ambientali: nel 2021 ha partecipato come testimonial a una grande manifestazione contro l'eccessivo sfruttamento estrattivo delle Alpi Apuane. Come scrivevo, ieri ha raggiunto la vetta più alta del mondo. A questo episodio, che alla fine rappresenta l'ultima tappa di un percorso, gli antichi greci avrebbero conferito una valenza mitica.

Sarebbe bello se anche noi riuscissimo a guardare oltre l'epidermide dell'impresa, trovando nell'entusiasmo di questo ragazzo la motivazione per dare forma alle nostre aspirazioni alpinistiche, ma anche e soprattutto umane.

 

L'omaggio all'impresa di Lanfri di Claudia Corrado

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 1 luglio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
02 luglio - 21:22
Il 36enne stava affrontando una highline, una apposita fettuccia assicurata e tesa tra due sostegni a una quota di circa 1.400 [...]
Cronaca
02 luglio - 19:19
Le fiamme si sono sviluppate tra i vigneti nei pressi di un bunker della Seconda guerra mondiale, l’intervento dei vigili del fuoco complicato [...]
Cronaca
02 luglio - 20:41
Confesercenti del Trentino: "Ci ha lasciato Loris Lombardini: una persona dal grande cuore e dalla grande personalità"
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato