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| 09 giu 2023 | 17:36

Allevatore aggredito dai lupi? No, sono stati dei cani randagi: la prova dal dna analizzato dalla Fondazione Edmund Mach

Il dna scagiona i lupi, è stato un cane randagio ad aggredire l’allevatore che voleva difendere le sue capre, la conferma dalle analisi svolte dalla Fondazione Edmund Mach

A sinistra un cane lupo cecoslovacco che spesso viene confuso con il lupo (foto a destra)
A sinistra un cane lupo cecoslovacco che spesso viene confuso con il lupo (foto a destra)
di Tiziano Grottolo

TREMEZZINA. Lo scorso 22 maggio un allevatore di Tremezzina, in provincia di Como, aveva denunciato di essere stato aggredito da un branco di lupi. Uno di questi lo avrebbe morso alla camicia procurandogli anche una ferita di striscio a una gamba. I fatti son avvenuti nella zona dell’Alpe di Ossuccio dove l’uomo badava ad alcune capre.

 

Eppure le indagini svolte sul dna dell’animale hanno dimostrato che si trattava di un cane e non di un lupo. Ad occuparsene è stata la Fondazione Edmund Mach di Trento che ha svolto le analisi genetiche su incarico di Regione Lombardia.

 

“Dal risultato si evince che il dna è quello del cane”, conferma l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi. Le indagini della polizia provinciale di Como effettuate nell’area non hanno poi riscontrato la presenza di carcasse di animali riconducibili alla presenza di lupi. Quello che invece è certo è la frequente presenza di cani randagi, fatto di cui diversi allevatori della zona si sono lamentati. In particolare due cani liberi, da qualche tempo, disturbavano gli animali al pascolo.

 

“La Regione Lombardia – ha aggiunto Comazzi – è soprattutto impegnata anche nella prevenzione. Con il progetto Life Wolfalps Eu sono infatti state create squadre di intervento a supporto degli allevatori. Tra i loro obiettivi quello di informarli sulle modalità più efficaci di prevenzione dei danni”.

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