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| 22 feb 2023 | 11:55

Catinaccio, due esposti del Team K contro l'ampliamento del rifugio Passo Santner: "No alla svendita delle Dolomiti"

Il ddl presentato dal consigliere Köllensperger è stato respinto in terza commissione "con motivazioni molto blande": "La svendita a privati di 900 metri quadrati di terreno demaniale sotto il Catinaccio, nella conca alpina più famosa dell’Alto Adige, per realizzare l’abnorme ampliamento del rifugio Passo Santner, non può restare impunita"

di Francesca Cristoforetti

BOLZANO. "La svendita a privati di 900 metri quadrati di terreno demaniale sotto il Catinaccio, nella conca alpina più famosa dell’Alto Adige, per realizzare l’abnorme ampliamento del rifugio Passo Santner, non può restare impunita". A parlare è il consigliere del Team K, Paul Köllensperger, dopo che il suo disegno di legge per evitare nuove vendite di terreni demaniali in aree protette è stato bocciato in terza commissione in Consiglio provinciale.

 

"La Svp, che predica la sostenibilità nei suoi costosissimi 'convegni-vetrina', regala un angolo di paradiso sul Catinaccio - sostiene indignato Köllensperger - e a questo punto chiunque potrebbe chiedere di acquistare pezzi di Dolomiti, dal momento che non vengono usate 'a fini istituzionali'. E' incredibile disporre in modo così disinvolto di beni comuni del nostro territorio di così alto valore paesaggistico, simbolico e anche economico, casi simili non si devono più ripetere".

 

Così dopo due interrogazioni alla Giunta provinciale e un accesso atti ai competenti uffici, il Team K deposita due esposti contro l'ampliamento del rifugio Passo Santner, uno alla Procura e l'altro alla Corte dei conti.

 

Il partito altoatesino ha anche promosso una raccolta di firme nazionale su change.org, e per impedire speculazioni ad alta quota anche in futuro, aveva presentato un apposito ddl, respinto il 21 febbraio in terza commissione "con motivazioni molto blande". Köllensperger sostiene però che il suo esposto andrà avanti.

 

"A passo Santner - spiega il partito di opposizione -, da un piccolo rifugio di montagna in legno, perfettamente inserito nel contesto, siamo passati a una nuova, enorme struttura dalla cubatura 8 volte maggiore, visibile addirittura da Bolzano, che è andata a violare un vero e proprio santuario naturale. Come se questo non fosse sufficiente, addirittura hanno pensato di vendere il terreno sul quale si trova il nuovo rifugio a un privato, guarda caso Obmann della Svp di Siusi".

 

L'accusa, rivolta alla Svp, era di aver venduto "un pezzo di patrimonio dell'Unesco a un albergatore amico". "L'argomento alla base della cessione ('quest’area non viene usata a fini istituzionali') lascia davvero senza parole - conclude il Team K -, idem il prezzo di vendita di un terreno che dovrebbe essere di inestimabile valore: 27.450 euro complessivi. Non deve più essere consentito vendere pezzi di Dolomiti, i fini istituzionali delle montagne non possono venire meno, e se i rifugi privati presentano motivati progetti che prevedono l’utilizzo di terreno demaniale, quest’ultimo dovrà essere dato in concessione, ma non venduto".

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