Crolli continui sulle nostre montagne, lo scioglimento del permafrost fa aumentare i rischi. Demozzi: "Il fenomeno è inarrestabile, in Trentino effetti importanti"
Questi fenomeni sono sempre esistiti ma negli ultimi anni i cambiamenti climatici ne hanno aumentato la frequenza. Il presidente dell'Ordine dei geologi del Trentino Alto Adige: "All'erosione causata dagli agenti atmosferici oggi dobbiamo aggiungere anche lo scioglimento del permafrost che ha accelerato, in alcuni casi, i crolli"

TRENTO. Sul Sassolungo un crollo si è verificato sul Pollice delle Cinque Dita, si è verificato il distaccato di un pezzo di roccia dal Teston della Schiara e nelle scorse ore sono crollati circa 400 metri cubi di roccia dalle Punte di Campiglio, in zona cima Tosa, nel Gruppo delle Dolomiti di Brenta occidentale.
Le Dolomiti si stanno lentamente e inesorabilmente sbriciolando. “E' un fenomeno inarrestabile e l'uomo non può farci nulla” ci spiega Mirko Demozzi, presidente dell'Ordine dei geologi del Trentino Alto Adige. Questi fenomeni sono sempre esistiti ma negli ultimi anni i cambiamenti climatici ne hanno aumentato la frequenza.
Presidente Demozzi, cosa sta accadendo alle Dolomiti? Stiamo assistendo a frequenti crolli e i rischi sono alti.
Dal punto di vista geologico sono diversi gli aspetti che dobbiamo considerare. Il primo elemento riguarda l'erosione dei gruppi montuosi. Lo stiamo vedendo adesso ma esiste da milioni di anni. Le catene montuose si formano e poi si distruggono. Vengono attaccate dall'erosione.
Erosione, di cosa parliamo? Quali sono le cause?
Sono diverse le cause che provocano l'erosione delle montagne. Dai cicli di gelo e disgelo, le forti piogge che vanno ad erodere la roccia o a creare infiltrazioni, la grandine, i terremoti ma anche la neve, i corsi d'acqua. Sono tutti elementi che vanno ad erodere le montagne un po' alla volta.
La montagna cresce per uno scontro fra placche. Non ci troviamo davanti ad una sorta di muro di calcestruzzo ma ad una roccia con diverse fratture. E questo va ad aggiungersi all'erosione che prosegue senza sosta.
Un altro aspetto da considerare e il deterioramento del permafrost. Questo da cosa è dovuto?
Il permafrost non è altro che il livello del terreno permanentemente ghiacciato. Quando si alzano le temperature, per il cambiamento climatico che provoca anche cambiamenti molto repentini a certe quote, il permafrost si scioglie e l'acqua inizia a scorrere. La roccia che prima era tenuta assieme da questa parte ghiacciata si sgretola.
Il problema oggi è che il forte innalzamento delle temperature e il cambiamento climatico a cui stiamo assistendo vanno a toccare non solo i ghiacciai ma anche il ghiaccio nel terreno e questo nel recente passato non era mai accaduto. Possiamo dire che questo è un fattore in più di erosione che va ad aggiungersi al ghiaccio, alla neve o alla forte pioggia.
Tutto questo che effetti avrà sulle montagne in Trentino?
Qui da noi avrà sicuramente nel corso del tempo un effetto molto importante. Ma lo sarà ancora di più a latitudini maggiori. Possiamo avere un crollo singolo ma quando questo fenomeno riguardante il permafrost avviene in terreni cosiddetti “già sciolti”, il rischio è che si possano innescare frane e vere e proprie colate detritiche molto pericolose.
E l'uomo può fare qualcosa?
No, l'uomo non può farci assolutamente nulla. Ci deve essere come sempre la massima attenzione anche a questi fenomeno quando si decide di andare in montagna.













