Dopo 29 anni riapre il rifugio "Don Zio Pisoni" sul Monte Casale. E verrà posta in sicurezza la ferrata Che Guevara
Nel 1994 fu declassato a capanna sociale e, negli ultimi anni, era stato chiuso definitivamente. Grazie all'operato della Sat centrale e dei soci della della sezione di Pietramurata Toblino è stata rimesso a nuovo e affidato ora alla gestione di Luciana Zarantonello e dei figli Gabriele e Angela Lotti

MONTE CASALE. Riapre il rifugio alpino Monte Casale "Don Zio Pisoni". Qualche settimana di rodaggio e ora la Sat, assieme ovviamente ai gestori Luciana Zarantonello e i figli Gabriele e Angela Lotti, hanno presentato ufficialmente la nuova struttura offrendo, di fatto, al territorio un nuovo “baluardo alpino” che si aggiunge ai 34 rifugi Sat già presenti sul territorio provinciale.
All'inaugurazione hanno partecipato Iole Manica, vicepresidente della Sat, il vice presidente della Provincia Autonoma di Trento Mario Tonina, Walter Cainelli, presidente del Soccorso Alpino; Claudio Mimiola, sindaco di Dro, Fabio Zambotti, sindaco di Comano; Susanna Serafini, consigliera dell'Apt Garda Dolomiti, Armando Lucchi, presidente della sezione Sat di Toblino e Arrigo Pisoni, classe 1932, profondo conoscitore del territorio e memoria storica della zona.
“Era il 1969 quando un gruppo di appassionati diede inizio alla costruzione di un rifugio, sul monte Casale, costruzione che divenne importante luogo di aggregazione sociale – ha ricordato Iole Manica, vicepresidente della Sat –. Dopo 25 anni, nel 1994, non corrispondendo più ai nuovi requisiti stabiliti dalla legge per i rifugi, il Don Zio fu ‘declassato’ a capanna sociale, gestita da volontari, che con passione continuarono a tenerla operativa sul territorio. Alcuni anni fa, le rigide normative urbanistiche determinarono la chiusura definitiva della capanna con grande rammarico dei frequentatori del Monte Casale. Fino ad oggi. La volontà da parte della Sat e dei soci della sezione di Pietramurata Toblino è stata quella di eseguire tutti i lavori indispensabili per poter riaprire la struttura come ‘Rifugio’. Il Don Zio gode di una posizione situata in un punto tra i più panoramici sulla valle del Sarca”.
Terminata la ristrutturazione e l’adeguamento alle nuove norme di legge, con determina del 20 luglio 2023 della Provincia autonoma di Trento, la struttura è stata iscritta come rifugio alpino con la denominazione Monte Casale “Don Zio Pisoni”. E oggi la gestione del rifugio è stata affidata, dopo la valutazione da parte di apposita commissione, a Luciana Zarantonello che, con i figli Gabriele e Angela Lotti, accoglie con professionalità e simpatia i tanti escursionisti che arrivano in questo splendido posto.
“Siamo molto contenti di aver riaperto una struttura tanto attesa dagli abitanti del territorio e non solo – queste le parole di Luciana Zarantonello -. Gestiremo il rifugio dando un’impronta a conduzione familiare e territoriale. Proporremo cucina locale e l’obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento per incontri, iniziative, appuntamenti coinvolgendo le diverse realtà”.
Un passaggio importante è stato dedicato alla ferrata Che Guevara che verrà messa in sicurezza con i lavori che inizieranno questo autunno. “In accordo con Garda Dolomiti - ha spiegato il sindaco di Dro, Claudio Mimiola - inizieremo i lavori di manutenzione straordinari in autunno, in modo che per la primavera sia pronta come nuova via rinnovata, anche per dare maggiore possibilità di accesso al Don Zio”.
Susanna Serafini, consigliera dell'Apt Garda Dolomiti, ha confermato i lavori alla ferrata: “Non possiamo che essere soddisfatti della riapertura del Rifugio Don Zio – ha confermato Serafini - un gioiello che completa la nostra offerta turistica e che siamo sicuri diventerà presto un punto di riferimento per tutti gli escursionisti che gravitano nella zona del Monte Casale e che possono da qui ammirare un panorama mozzafiato su gran parte del Garda Trentino. A breve, in collaborazione con il Comune di Dro partiranno i lavori per la messa in sicurezza della Che Guevara: questo intervento è fondamentale per poter di nuovo regalare ai nostri ospiti una ferrata sì lunga e impegnativa, ma con scorci veramente splendidi e soprattutto un importante tassello per l’offerta outdoor di questo territorio”.
“E’ veramente una buona notizia la riapertura di questa struttura come rifugio – ha sottolineato il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina –. Sarà un punto di riferimento per gli appassionati della montagna aggiungendosi agli altri rifugi che rendono accogliente, presidiato e attrattivo il nostro territorio. La storia di questa struttura prosegue dunque, nel segno della qualità ambientale e paesaggistica, in una montagna incantevole. Questa riapertura è motivo di soddisfazione e orgoglio per chi si è impegnato a dare una nuova vita alla struttura che ora come rifugio è pronta ad accogliere gli escursionisti. Un segnale di vivacità e determinazione da parte della comunità e dell’associazionismo legato alla passione per la montagna”.
Il rifugio rimarrà aperto tutti i giorni fino al 1° novembre. Poi aprirà i fine settimana e su prenotazione. “Vedremo come affrontare al meglio anche la stagione invernale - assicura la gestrice – Tutte le informazioni le potrete trovare sulla nostra pagina Facebook che apriremo a giorni”.
Come raggiungere il rifugio.
Da Trento proseguire per Sarche, quindi per Ponte Arche da dove si prosegue per il paese di Comano. Giunti a Comano, nei pressi della chiesa, continuare in auto su strada asfaltata per circa 3 chilometri, sino ad un parcheggio situato vicino ad alcune antenne. Da qui si può raggiungere a piedi il rifugio seguendo il sentiero Sat 411 in circa 2h - 2h 30'.


















