Ecco la guida dell'Alta Via delle Dolomiti n.1 di National Geographic. ''Dedicata a mio padre. Per realizzarlo non è stato tagliato neanche un albero''
L’autrice della guida Caterina Zadra ha dedicato l’opera al padre Gianfranco (alpinista trentino, amico di Parodi, Bignami Fantin e altri italiani che hanno firmato l’Andinismo negli anni 50/60) e ha raccontato: “Questa guida è prima di tutto un atto d’amore verso dei luoghi che mi hanno dato tanto ed è memoria non solo per la dedica a mio padre, ma a tutti quelli che ci hanno preceduto e ritroviamo sul sentiero: la Grande Guerra e le mille storie di alpinismo''

BELLUNO. È uscita una nuova guida sull’Alta Via delle Dolomiti numero 1. Inserita nella collana “Great Treks” del National Geographic, pubblicata da Geo4Maps e già tradotta in inglese, contiene tutte le indicazioni pratiche per percorrere questo itinerario lungo e affascinante che attira escursionisti provenienti da ogni parte del mondo. Il trekking parte dal lago di Braies, in Alto Adige e arriva fino a Belluno, in Veneto e si snoda attraverso le Dolomiti Bellunesi.
La presentazione della prima edizione della nuova guida cartacea si è svolta nella sede della Provincia di Belluno, dove il presidente Roberto Padrin l’ha accolta con queste parole: “Trekking e cammini sono un prodotto turistico in grande crescita, soprattutto nel post Covid: c’è stata grandissima ripresa di voglia di vivere la montagna, un aspetto che tocchiamo quotidianamente con chi gestisce i rifugi. Questo lavoro di National Geographic, realizzato con una grande sinergia con il territorio e la Fondazione Dolomiti Bellunesi, è lo strumento ideale per conoscere i luoghi meravigliosi della provincia di Belluno. E diventa anche uno dei valori aggiunti dell’accoglienza”.
Lo stesso pensiero è stato espresso anche dal Presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Ennio Vigne: “L’Alta Via n.1 è un trait d’union che unisce luoghi e persone. Una grande attrattiva per gli stranieri che arrivano per vivere le emozioni forti del sentiero. Per noi è storia perché Piero Rossi che ha fatto la storia del Parco è stato anche l’autore di quella che è considerata la prima guida dell’Alta Via n.1 scritta nel 1969. Tanti i lavori e le migliorie che il Parco ha messo in piedi in questi anni per valorizzare l’itinerario. Dalla ferrata Sperti che riaprirà in ottobre alla recente realizzazione della pensilina in località La Pissa nel Comune di Sedico”.

Per la Fondazione Dolomiti Bellunesi questa pubblicazione colma un vuoto che mancava da tempo su un prodotto turistico già molto conosciuto e ben strutturato che promuove e racconta la montagna nella sua essenza più vera: quella di chi lentamente e in maniera organizzata sceglie, passo dopo passo e seguendo il proprio ritmo, di vivere un’esperienza unica come quella dell’Alta Via n.1. “I trekking di lunga distanza sono un prodotto fondamentale dell’offerta turistica delle Dolomiti Bellunesi e vengono scelti come fughe contemplative da un mondo sempre più frenetico – commenta la Presidente della Fondazione Dolomiti Bellunesi Emanuela de Zanna –. Per noi questa guida è uno strumento internazionale di promozione sostenibile del territorio e stiamo già pensando alla guida dell’Alta Via n.2”.
L’autrice della guida Caterina Zadra ha dedicato l’opera al padre Gianfranco (alpinista trentino, amico di Parodi, Bignami Fantin e altri italiani che hanno firmato l’Andinismo negli anni 50/60) e ha raccontato: “Questa guida è prima di tutto un atto d’amore verso dei luoghi che mi hanno dato tanto, una testimonianza da dare alle giovani generazioni perché si appassionino alla montagna che insegna la fatica, ma anche la gratificazione dell’arrivo in vetta. Questa pubblicazione è memoria non solo per la dedica a mio padre, ma a tutti quelli che ci hanno preceduto e ritroviamo sul sentiero: la Grande Guerra e le mille storie di alpinismo. E poi c’è un messaggio importante nella pubblicazione che riguarda la responsabilità che abbiamo sull’ambiente e verso la montagna come ecosistema fragile. La promozione delle Dolomiti che avviene anche attraverso questa guida è per far conoscere un patrimonio delicato che non vuole un turismo frenetico, ma gestito in maniera responsabile”.
La guida porta con sé un messaggio di sostenibilità: “Non è stato tagliato nemmeno un albero per stampare la guida e si è scelto un materiale attento all’ambiente: stone paper impermeabile e resistente agli strappi, l’ideale per un utilizzo all’aria aperta '', afferma Stefano Giuliani di Geo4Map, che ha spiegato come la guida sia “un manuale tecnico con mappe di qualità e spiegazioni tappa per tappa che deve mantenersi nel tempo con continui aggiornamenti e miglioramenti”. Per questo verrà stampata di volta in volta in piccoli quantitativi, per essere aggiornata di frequente.
“Riteniamo che solo in questo modo è possibile dare un buon servizio ai nostri lettori che ripongono la fiducia in una istituzione autorevole e prestigiosa, che coniuga intrattenimento e ricerca scientifica e che come mission vuole ispirare le persone a prendersi cura del pianeta”, conclude Giuliani, che ha proseguito illustrando il progetto Great Treks, la linea di cui fa parte la pubblicazione Alta Via n.1, che si espanderà ulteriormente nel 2023 per includere il Camino de Santiago in Spagna, l'Alta Via delle Cinque Terre in Italia e il Laugavegur Trek in Islanda. Altri titoli europei sono previsti per il 2024 e il National Geographic sta esplorando le opportunità di ampliare la linea ad altri continenti per una collana globale di Grandi Trek del Mondo”.
La guida sarà distribuita attraverso la rete vendita Mondadori e la versione italiana è in vendita al costo di 15 euro. In Italia verrà promossa da Libromania, sarà possibile trovarla nelle librerie e può essere acquistata anche online su Amazon.
Durante la presentazione della guida, in rappresentanza del Coordinamento Cai Sezione Dolomiti Bellunesi (che riunisce tutte le 18 sezioni provinciali del Club Alpino Italiano), Angelo Ennio De Simoi ha annunciato la volontà di avviare una sinergia con la Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi: “La Dottoressa Elisa Calcamuggi, responsabile marketing della Fondazione, ci ha contattati tempo fa per chiedere di implementare i canali di informazione fra Dmo e Cai per quanto riguarda principalmente i sentieri di competenza, le ferrate, i rifugi e i bivacchi. A fine giugno si è tenuta una riunione e in tale sede, su proposta del Comitato del Coordinamento, i presidenti delle sezioni hanno espresso la disponibilità a collaborare. Appena possibile ci troveremo per definire i dettagli della sinergia e individuare un programma di massima che unisca informazione e conoscenza della rete sentieristica: un turista, quando si rivolge ai consorzi turistici per avere informazioni su cosa visitare e cosa fare spesso come prima cosa chiede indicazioni su escursioni e passeggiate. Oggi la rete sentieristica è un’infrastruttura fondamentale per il turismo e nessuno in ambito nazionale conosce la percorribilità dei sentieri come i volontari del Cai, vere sentinelle del territorio, impegnati anche nella loro manutenzione.”
Intanto, la valorizzazione dell’Alta Via passa anche attraverso gli uffici turistici di Belluno e Feltre, principale punto di approdo per gli escursionisti che arrivano al termine dell’Alta Via numero 1 e numero 2. Da quest’anno negli info point del capoluogo e di Feltre, gestiti dal Consorzio Dolomiti Prealpi, sarà possibile acquistare il primo gadget dell’Alta Via realizzato dal Consorzio Valbelluna: una t-shirt dedicata con il logo dell’itinerario e il marchio Dolomiti Bellunesi.














