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Belluno
05 ottobre | 18:53

"Antiche mappe, proiettili, pezzi di scarpe e lattine arrugginite", l'impresa di Diego Ganeo (FOTO): "Ho riaperto un sentiero della Grande guerra cancellato dal tempo"

Rocce vergini, vegetazione che intralcia il passaggio e l'emozione dell'avventura, quella vera. Diego Ganeo ha riaperto un sentiero storico della Grande Guerra, trovato dopo diversi mesi di studio su mappe e carte antiche, pazienza e tantissima passione: "Non è stato semplice ma alla fine ce l'abbiamo fatta: così un'anonima sequenza di bosco, baranci e canaloni è tornata a parlare di quanto è stato"

CORTINA D'AMPEZZO. Rocce vergini, vegetazione che intralcia il passaggio e l'emozione dell'avventura, quella vera. È quanto Diego Ganeo cerca durante le proprie uscite in quota, lontane dai sentieri Cai e da quel turismo di massa che ha preso d'assalto le Dolomiti: "Mi piace aprire nuove vie ma soprattutto esplorare luoghi dove ancora non c'è stato nessuno o ancora ritrovare sentieri ormai dimenticati e 'cancellati' dal tempo", premette.

L'ultima grande soddisfazione portata a casa dall'appassionato alpinista è stata quella di riaprire una via storica utilizzata oltre cent'anni fa (durante la Grande Guerra ndr) sulle Dolomiti Ampezzane: "Ci sono voluti mesi di studio e ricerche su carte antiche e militari, ma anche sul libro di Dino Colli, da cui è partito tutto. Più precisamente a ispirarmi è stato l'articolo di Giorgio Tosato, dedicato alla scomparsa traccia battezzata "Sentiero dei Volontari e degli Alpini del Fenestrelle", dove ho trovato due mappe, una risalente ai tempi di guerra e una seconda disegnata da Tosato stesso intorno al 2000". 

 

L'articolo di Tosato si concludeva "auspicando che qualcuno prima o poi riaprisse la via, dedicandola ai soldati che in quelle zone combatterono la Prima guerra mondiale, in particolare fra il 1916 e il 1917. "Dal 2000 al 2023 nessuno aveva più fatto ricognizioni", così Ganeo ha deciso di darsi da fare, recuperando una recente mappa cartacea: "Mi sono messo con pazienza e cura a disegnare la traccia del sentiero scomparso - rivela -. Ne è così risultato un itinerario di circa tre chilometri che ho deciso di andare a cercare fisicamente portandomi, a inizio settembre, sulla sezione meridionale del Forame, ultima propaggine nord del contrafforte roccioso nord-ovest del Gruppo del Cristallo".

Durante la prima uscita "sono andato in quota in compagnia di un'altra persona arrivando in zona dal lato meridionale, ritrovandoci dopo poco davanti a un salto di 10 o 15 metri: siamo quindi stati costretti a tornare indietro. Ieri, 4 ottobre, sono tornato là con altri amici, cercando il sentiero dalla parte nord. Non è stato facile, ma a poco a poco siamo riusciti a rintracciare la via storico, provvedendo a lasciare delle corde dove necessarie e ometti per segnalare il percorso". Durante l'avventurosa escursione, sono stati trovati "tantissimi residuati bellici, scarpe e lattine arrugginite: quelli che potevano essere spostati sono stati da noi utilizzati come segnaletica". 

"È stata una vera e propria avventura, di quelle che fanno tornare a casa sporchi ma felici - conclude Diego -. Pensare a quei soldati e alle tante vite spezzate non ha potuto che commuoverci. Ho raccontato l'esperienza (come tante altre) nel mio blog "Windchili", dove è possibile trovare ogni dettaglio relativo al sentiero, compresi tempi di percorrenza e livello di difficoltà". Grazie al lavoro di Ganeo e i suoi compagni, "un'anonima sequenza di bosco, baranci e canaloni, di per sé priva di inedito pregio e bellezza, è tornata a riempirsi di 'contenuto' rievocando le gesta là compiute a distanza di un secolo". 

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