"La montagna ci accoglie, ma chiede rispetto e noi siamo qui per ricordarlo", dalla lettura dei bollettini all'attrezzatura: un progetto per promuovere la sicurezza sulle Dolomiti
Un decalogo di buone pratiche per 365 giorni l’anno, più quelle specifiche per ogni stagione: è il primo step del progetto “Montagna consapevole”, promosso da Fondazione Dolomiti Unesco e Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi ma che vede partecipare numerose realtà del territorio

BELLUNO. Un decalogo di buone pratiche per 365 giorni l’anno, più quelle specifiche per ogni stagione: è il primo step del progetto “Montagna consapevole”, promosso da Fondazione Dolomiti Unesco e Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi ma che vede partecipare numerose realtà del territorio. “La collaborazione tra istituzioni, associazioni, professionisti e comunità è il vero punto di forza dell’iniziativa: solo così possiamo trasmettere il valore autentico delle Dolomiti a chi le visita” commenta Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno.
Di fronte ai dati del 2024, lo stesso Cnsas aveva già evidenziato un aumento della tendenza ad affrontare la montagna in modo irresponsabile e senza preparazione fisica, consapevoli forse di poter contare su un efficiente sistema di soccorso: 1.125 le persone soccorse e in tre casi su dieci le cause sono riconducibili a mancata preparazione fisica e psicofisica, perdita dell’orientamento, incapacità e ritardi, con un aumento rispetto al 29,3% del 2023 (qui i dati). Il progetto #montagnaconsapevole non è dunque solo un contenuto digitale, ma anche un invito alla riflessione, alla prudenza e all’educazione turistica.
In prima linea, dunque, molte realtà. La Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi ha infatti presentato l’iniziativa, nata all’interno della Rete per la promozione del turismo sostenibile della Fondazione Dolomiti Unesco, con il supporto di Provincia di Belluno, Agrav (Associazione rifugi alpini del Veneto), Ulss 1 Dolomiti, Cai Veneto, Guide alpine del Veneto e la delegazione Dolomiti Bellunesi del Soccorso alpino e speleologico. Si parte con una sezione informativa all’interno del portale ufficiale di promozione turistica, che contiene una serie di aree tematiche (disponibili in tre lingue) sui principali aspetti della frequentazione consapevole: la lettura dei bollettini meteo e valanghe, la scelta dell’attrezzatura corretta, la conoscenza dei propri limiti e l’importanza di rivolgersi a professionisti certificati.
“La Dmo racconta e promuove la montagna come un luogo di straordinaria bellezza e libertà, ma è necessario conoscerla per viverla davvero. Montagna consapevole - spiega Valentina Colleselli, direttrice della Fondazione - invita dunque tutti coloro che scelgono le Dolomiti Bellunesi a una riflessione: che sia estate o inverno, la preparazione, la prudenza e l’ascolto dell’ambiente sono fondamentali. Abbiamo voluto dedicare una parte essenziale del nostro sito a questo messaggio perché la vacanza in montagna non si limiti a un’esperienza estetica, ma diventi anche consapevole. La montagna ci accoglie, ma chiede rispetto e noi siamo qui per ricordarlo”.
Inevitabile, infine, il coinvolgimento di chi opera direttamente in montagna. A partire dai soccorritori: “siamo nati come forma di mutuo soccorso - evidenzia Michele Titton, delegato del Cnsas Dolomiti Bellunesi - per aiutare chi, dei nostri, non rientrava dalla montagna e i primi alpinisti che si muovevano sulle cime delle Dolomiti Bellunesi, uno degli ambienti più belli, severi e difficili dell’intero arco alpino e probabilmente del mondo. Alpinisti noi stessi siamo guidati dall’etica del “compagno di cordata”: da 70 anni portare in salvo il prossimo fa parte del nostro essere e siamo felici di partecipare a questo progetto mirato alla promozione dell’accoglienza turistica, con una visione di prevenzione e sicurezza”.
“La montagna è uno spazio straordinario di libertà, bellezza e scoperta, ma non è un ambiente privo di rischi. Le condizioni possono cambiare rapidamente, il terreno può essere insidioso, la fatica sottovalutata. Per questo è fondamentale fermarsi un momento prima di partire e riflettere: conosco davvero il percorso? Sono preparato? Ho l’attrezzatura giusta? E, soprattutto, sono consapevole dei miei limiti e di quelli di chi è con me? Esistono dei professionisti della montagna a cui sarebbe utile far riferimento per chiedere informazioni sullo stato del percorso da affrontare o per farsi accompagnare in completa sicurezza” aggiunge Roberto Bressan, presidente delle Guide alpine del Veneto.
E non devono mancare, in questo percorso, i rifugisti: “Privilegiati attori e osservatori del territorio, svolgono da sempre un prezioso lavoro di accoglienza e ristoro ma anche di sostegno, formazione e informazione rivolto a tutti coloro che frequentano sentieri, ferrate e trekking più o meno impegnativi. Processo di informazione e formazione che però deve necessariamente partire a valle dell’esperienza in montagna per renderla unica, autentica e responsabile” conclude Mario Fiorentini, presidente Agrav.












