Soccorsi in montagna, sono sempre di più (e nel 96% dei casi non c'è copertura assicurativa). L'appello del Cnsas ai giovani alpinisti: ''Abbiamo bisogno di voi''
In tre casi su dieci (30%) le cause sono riconducibili a mancata preparazione fisica e psicofisica, perdita dell’orientamento, incapacità e ritardi. Michele Titton: ''Il nostro è un appello ai ragazzi ad avvicinarsi alla nostra realtà, rivolgendosi ai capistazione di competenza dei loro Comuni''

BELLUNO. “Il nostro territorio è uno dei più difficili nel comparto alpino. Spesso passa inosservata la difficoltà degli interventi portati a termine sulle pareti dolomitiche, che richiedono manovre uniche a livello mondiale. Sono queste procedure che determinano l’innalzamento del livello tecnico dei nostri volontari e comportano formazione continua, addestramento alpinistico multidisciplinare e approfondita conoscenza del territorio. Come Delegazione, abbiamo necessità di giovani alpinisti, ai quali vorremmo assicurare la possibilità di integrare le proprie capacità tecniche a seconda delle esigenze del territorio: il nostro è un appello ai ragazzi ad avvicinarsi alla nostra realtà, rivolgendosi ai capistazione di competenza dei loro Comuni”. Così Michele Titton, delegato Cnsas della II Zona Dolomiti Bellunesi che copre le Province di Belluno e Treviso, alla presentazione dei dati sugli interventi nel 2024.
L'attività operativa svolta nel 2024 dal Cnsas Veneto in sinergia con le Centrali operative del Suem 118 della Regione del Veneto (Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza) vede nel 2024 1.225 persone soccorse in 1081 interventi totali. Il numero delle persone soccorse è in aumento già da anni: aumento dovuto in parte alla crescita del numero di frequentatori, in parte alla superficialità di chi affronta la montagna senza preparazione fisica e tecnica e/o con attrezzatura non adeguata. Inoltre, è diffusa anche l’idea della montagna come palestra all’aperto dove mettere alla prova le proprie prestazioni, piuttosto che un ambiente severo e ostile che non lascia margine di errore.
Sempre più superficialità nell’affrontare la montagna
In tre casi su dieci (30%) le cause sono riconducibili a mancata preparazione fisica e psicofisica, perdita dell’orientamento, incapacità e ritardi, con un aumento rispetto al 29,3% del 2023. Aumentano anche i “malori”, dovuti a diverse motivazioni, e la scarsa preparazione fisica, che si attestano all’11,8%. Caduta e scivolata invece raggiungono complessivamente il 33.7%, dato leggermente in calo (-1,30%) rispetto al 2023 ma comunque molto alto nel totale degli interventi.
Per quanto attiene invece le attività, spicca su tutte l’escursionismo, con il 55.7% di persone soccorse. Seguono lo sci in pista (7,4%) e le ferrate (5,5%), ma anche le attività di mountain bike e e-bike con valori simili agli anni precedenti (4.5%). Il parapendio, invece, in forte sviluppo soprattutto nella fascia delle Prealpi Venete, è causa del 2.3% degli interventi.
Infine, si sono registrati 66 eventi di ricerca, circa il 10.1% in più rispetto al 2023, con 73 persone soccorse. Sale poi anche il numero delle persone decedute (61, +3,4% sul 2023).
Molte richieste per persone illese e poche assicurazioni: servono prevenzione e formazione
Tra le persone soccorse, 460 erano illese e la percentuale sul totale non denota alcuna diminuzione rispetto agli anni precedenti: difficile non concludere - scrive il Cnsas - che sia in aumento la tendenza ad affrontare la montagna con metodologia irresponsabile e senza un minimo di preparazione fisica, consapevoli forse di poter contare su un efficiente sistema di soccorso.
“Siamo felici - ha affermato Giuseppe Zandegiacomo Sampogna, presidente del Soccorso Alpino Veneto - di presentare il neoeletto direttivo, una garanzia della continuità degli ideali associativi e un nuovo apporto di energie e idee, a fronte di un’attività che annualmente registra l’aumento della mole di impegno per i volontari. Negli ultimi anni abbiamo infatti registrato un’impennata nei soccorsi a favore di escursionisti illesi, che chiamano per mancata preparazione fisica e psicofisica, perdita dell’orientamento, incapacità, ritardi: da qui la necessità di proseguire nelle campagne di prevenzione, uno dei fondamenti della nostra Associazione, per responsabilizzare i fruitori della montagna. Pur sapendo che il rischio zero non esiste, un bagaglio personale di esperienza serve a evitare il più possibile di mettersi in situazioni spiacevoli”.
Un ultimo dato rilevante, anch’esso indice di una certa leggerezza in molti dei frequentatori della montagna, è infine la percentuale di persone soccorse non coperte da un’assicurazione. Rappresentano infatti la stragrande maggioranza (circa il 96,4%): ulteriore testimonianza di come non sia percepita la necessità, ma soprattutto l’utilità, di una polizza che copra le spese in caso di incidente. È quindi necessario incrementare l’attività di formazione e informazione degli utenti, anche per diminuire i rilevanti costi sociali degli interventi di soccorso.












