Funivia Trento-Bondone (FOTO), c'è la procedura a evidenza pubblica con le condizioni "minime" del bando per collegare la città alla montagna
La funivia Trento-Bondone è finanziata fino a Sardagna con risorse attinte dal Pnrr, poi fino a Vason ci dovrebbero pensare i privati. L'obiettivo dell'avviso è di informare il mercato degli operatori circa le esigenze di Provincia e Comune sul grande impianto

TRENTO. Parte la procedura a evidenza pubblica per il collegamento funiviario Trento-Monte Bondone. L’obiettivo dell’avviso, che viene pubblicato unitamente a una relazione descrittiva, alle immagini e rendering che danno l’idea del progetto, è di informare il mercato degli operatori circa le esigenze di Provincia e Comune rispetto al grande impianto.
Un'opera che parte dall'area ex Sit e arriva all'ex Italcementi per poi salire verso Sardagna, Vaneze e Vason. "Un passo utile - spiega la nota della Provincia - per fare in modo che gli operatori possano prepararsi, dal punto di vista organizzativo e delle eventuali partnership, al bando che uscirà entro dicembre e che servirà a raccogliere le eventuali proposte di partenariato pubblico privato riguardo alla realizzazione e gestione dell’infrastruttura".

La determina per la pubblicazione dell'avviso sul "quadro esigenziale" del progetto, cioè gli elementi essenziali relativi all'infrastruttura, è stata adottata dal dirigente generale Roberto Andreatta. La parte iniziale è dedicata alle finalità generali dell’opera, nella quale si precisa che il nuovo collegamento ha un obiettivo più ampio rispetto alla sola sostituzione dell’impianto esistente (Trento-Sardagna), “collegando l’intera montagna alla sua città ed inserendosi in un sistema di mobilità alternativa e hub di interscambio che è attualmente in fase di sviluppo nella città di Trento".
A seguire il riferimento al Piano urbano della mobilità sostenibile del Comune di Trento e alla precisazione che la definizione del tracciato debba essere inserita “all’interno del contesto Pianificatorio” individuato (la partenza all’ex Sit, quale area scelta per il nuovo centro intermodale e area strategica per la mobilità cittadina e l’ex Italcementi quale zona di sviluppo) “per massimizzarne l’efficienza e garantire di intercettare in modo ottimale i diversi flussi” di mobilità.

"Spazio poi alle ragioni di un impianto a fune - prosegue la Provincia - connesse ai benefici derivanti dalla mobilità sostenibile e alla riduzione delle emissioni, nonché il target di riferimento e gli effetti attesi. Menzionate le potenzialità dell’impianto di trasporto rapido di massa per sostituire l’attuale funivia Trento-Sardagna, la capacità di intercettare le esigenze di mobilità dalla Destra Adige e i parcheggi di attestamento, dei residenti delle aree in quota e di tutti i flussi turistici rivolti alla montagna.
Tra gli obiettivi di sviluppo indicati il rilancio dell’attrattività turistica del monte Bondone. L’impianto potrà favorire la destagionalizzazione, la nascita di nuovi servizi e iniziative, l’incremento dell’occupazione alberghiera.

C'è poi la definizione puntuale del tracciato. Per il primo lotto funzionale si prevede la stazione di partenza ex Sit, intermedia all’ex Italcementi, intermedia a Sardagna. Il secondo lotto passa per la stazione intermedia a Vaneze e approda alla stazione di arrivo a Vason. Poi i periodi di apertura e di esercizio del nuovo collegamento, i profili urbanistici e le possibili interferenze con le relative soluzioni, infine l’analisi del modello di domanda di trasporto a cui risponderà l’infrastruttura.
Lo schema prevede un investimento complessivo di circa 70 milioni di euro, con una compartecipazione della Provincia autonoma di Trento, con i finanziamenti messi a disposizione dal ministero, circa 37,5 milioni di euro, mentre la parte restante sarà a carico del soggetto o dei soggetti privati nell’ambito del project financing.
Nel dicembre scorso era stato approvato a Roma il progetto della funivia Trento-Monte Bondone con riferimento al lotto dal capoluogo a Sardagna. Il Ministero dei trasporti aveva ufficializzato alla conferenza delle Regioni lo schema di decreto che ripartisce le risorse tra Trentino e Alto Adige, 37 milioni e 500 mila euro a territorio (Qui articolo).
Il piano trentino prende in considerazione a livello ministeriale il primo tronco cittadino. Un nuovo impianto in telecabina che partirà dalla Destra Adige con fermata nell’abitato di Sardagna. Poi si aspetta l'hub intermodale per allungare verso il centro e si punta quindi sui privati per completare l'opera fino in cima (Qui articolo).
L'investimento complessivo si aggira sui 70 milioni; costi di gestione da 3,2 milioni di euro all'anno, partenza con i cantieri nel 2027 e completamento dell'opera nell'arco di 2 anni (progettazione definitiva, espropri definiti minimi e appalti); capacità di intercettare 600 mila passeggeri annui fino a Sardagna, numero che sale a 910 mila se si va su fino a Vason; "autofinanziamento" al 40% attraverso la politica tariffaria e circa 13 minuti di viaggio su fune contro i 30-45 minuti su gomma. Questo l'identikit del grande impianto da Trento al Monte Bondone.














