Il ghiacciaio si 'spacca': un crepaccio (FOTO) si apre sul Breithorn Occidentale formando un enorme seracco
Pietro Lacasella ha approfondito sul notiziario del Club alpino italiano, Lo Scarpone, il fenomeno insieme al glaciologo Giovanni Baccolo, riportando gli scatti di Marco Soggetto e pubblicati da Varasc.it del versante svizzero, dove si è aperto un nuovo grande crepaccio

AOSTA. Il carattere dinamico e mutevole dei ghiacciai ha contribuito a modellare, nei secoli dei secoli, il volto delle montagne. Quello dei ghiacciai è un lavoro minuzioso, di cesello, che in parte ricorda quello dello scultore: ragionando per sottrazione, aggiungono profondità alle valli, ne accentuano le curve, ingentiliscono le asperità più accentuate. Erodono versanti ed espellono massi e detriti in enormi accumuli morenici.
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I ghiacciai tolgono ma, a ben guardare, al contempo aggiungono. Aggiungono candore, fluidità, ma soprattutto vita alle montagne. Sì, perché i ghiacciai sono delle “creature” vive: nascono d’inverno sotto forma di neve, entrano a fare parte di un corpo più grande e accogliente, e iniziano a camminare verso il basso.
A causa dei cambiamenti climatici, tuttavia, la vita dei ghiacciai si sta accorciando. A volte in un silenzioso e malinconico processo di fusione, in altre occasioni in modo brusco, eclatante, drammatico. Tutti abbiamo ancora negli occhi le immagini del collasso avvenuto la scorsa estate sulla Marmolada, di quel taglio netto e profondo che, recidendo la montagna, ne metteva in mostra la carnagione azzurro chiara.
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Quella ferita si è fatta simbolo della condizione di patimento che stanno attraversando i ghiacciai a causa del riscaldamento globale, una delle più importanti conseguenze dell’eccessiva pressione antropica sull’ambiente.
In questo quadro di sofferenza, nelle ultime settimane si è inserita l’apertura di un nuovo grande crepaccio sulla calotta sommitale del Breithorn Occidentale (Monte Rosa).

Sono immagini impressionanti. Si vede chiaramente che il crepaccio si è approfondito nella massa ghiacciata per tutto il suo spessore. La spaccatura ha isolato una grande porzione del ghiacciaio dal corpo principale, trasformandolo in un enorme seracco.
"Possiamo in qualche modo collegare l’apertura del solco al cambiamento climatico? - si chiede il glaciologo Giovanni Baccolo in un approfondimento sulla questione pubblicato sul notiziario del Cai, Lo Scarpone (Qui il Link) -. Allo stato attuale è difficile rispondere alla domanda. Non sono infatti disponibili informazioni dettagliate su quanto stia accadendo sul Breithorn".
Foto di Marco Soggetto pubblicate da Varasc.it












