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Il Nevegal avrà il suo laghetto (anche per innevare le piste a 1.600 metri). Aggiudicata la gara, un'impresa trentina nella partita

Con un ribasso della basa d'asta, la gara per il laghetto sul Nevegal è stata aggiudicata a un raggruppo di imprese. Il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin: "Siamo nella fase cruciale per molti progetti, da qui a qualche anno il volto della nostra città cambierà"

Di Luca Andreazza - 28 novembre 2023 - 16:09

BELLUNO. Il Nevegal avrà il suo bacino a servizio delle piste da sci. E' stata aggiudicata la gara per realizzare il laghetto in quota. Con un ribasso di base d'asta del 4%, i lavori sono stati aggiudicati dal raggruppamento temporaneo di concorrenti formato da un'impresa bellunese e un'altra trentina, la "Cunaccia Bruno Srl (mandataria) – Impresa Costruzioni Tollot Srl (mandante)", per un importo contrattuale di 1 milione 216,975 su base d’asta di 1 milione 270.417. Il cantiere prenderà il via a primavera e si stima una durata delle attività di 6 mesi.

 

"Un altro progetto finanziato dai fondi Pnrr portato a casa – commenta Oscar De Pellegrin, sindaco di Belluno - per il Nevegal si tratta del secondo dopo quello di riqualificazione del piazzale i cui lavori sono già partiti. Stiamo portando avanti opere per 34 milioni 351 mila euro solo per quanto riguarda la partita del Pnrr. Una partita enorme, nella quale i nostri uffici stanno lavorando tutti i giorni ininterrottamente, praticamente dedicandosi quasi solo a questo, da quando ci siamo insediati. Siamo nella fase cruciale per molti progetti, da qui qualche anno il volto della nostra città cambierà".

 

Si è sbloccato il progetto, inizialmente bocciato quando la Soprintendenza speciale per il Pnrr non aveva dato parere favorevole al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica in conseguenza a ciò che aveva espresso la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso.

 

Il Genio civile ha atteso la relazione della Commissione tecnica regionale decentrata, che a sua volta ha chiesto integrazioni sui sistemi di allerta, su eventuali piene, verifiche idrauliche in corrispondenza di tutti i siti sensibili, sull'adeguatezza della tubazione di scarico e sulle eventuali interferenze con l'acquedotto. Richiesti anche la redazione del Documento di protezione civile e del Piano di monitoraggio, e azioni per la sicurezza dell'opera.

 

Successivamente è arrivato il via libera e il bando di gara. “Abbiamo avuto 13 offerte per questo cantiere – rivela l’assessore ai lavori pubblici, Franco Roccon - un dato evidentemente molto positivo. Parliamo di un intervento fortemente atteso dagli operatori del Colle e non solo, un progetto partito con la precedente amministrazione, che noi abbiamo preso in mano e concretizzato riuscendo a sbrogliare non poche matasse, tra le quali il parere inizialmente negativo di Genio civile e Soprintendenza. Oggi è una grande giornata, abbiamo compiuto un altro passo in avanti lungo la strada della riqualificazione del nostro amato Nevegal”.

 

Il nuovo bacino di accumulo verrà realizzato in località La Grava, in prossimità della pista “Raccordo Col dei Pez” nelle vicinanze del rifugio “La Grava”, alla quota di circa 1.200 metri su un’area di moderata pendenza che è stata oggetto di esbosco dopo gli effetti causati dal vento generato dalla nota tempesta Vaia del 2018. Avrà lo scopo di approvvigionamento idrico in caso di incendi e di innevamento.

 

L’area convolta risulta facilmente accessibile da piazzale Nevegal e dista circa 500 metri da “Col dei Pez” dove sono presenti le infrastrutture della rete acquedottistica e l’arrivo dell’approvvigionamento idrico. Sulla stessa area sono presenti anche la stazione di monte della seggiovia “Nevegal – Col dei Pez” e la relativa fornitura elettrica.

 

La capacità di invaso del bacino sarà pari a circa 28.640 metri cubi e la vasca sarà dotata di opere accessorie necessarie come il tunnel ispezionabile e annesso locale tecnico, lo sfioratore di superficie, canaletta di guardia, vasca di dissipazione e raccolta delle acque da smaltire, opera di dissipazione e restituzione in alveo e recinzione perimetrale. Sarà realizzata anche una viabilità di servizio per l’accesso al coronamento del bacino, per l’accesso al locale tecnico e al tunnel ispezionabile. Il progetto prevede anche la necessità di eseguire complessivamente circa 19.273 metri cubi di scavo ed altrettanti di riporto interessando una superficie pari a circa 13.425 metri quadrati.

 

L'Alpe di Belluno è centrale degli investimenti di una cordata italo-algerina. Il laghetto ha più funzioni: attrattiva estiva e antincendio, ma anche per l'innevamento programmato. Non si molla sullo sci, anche se le piste arrivano a 1.600 metri e il futuro della stazione sciistica appare segnato.

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