Il rifugio Toni Demetz 'sommerso' dalla neve 'di giugno', il gestore: "Apriremo fra due giorni. Ecco come raggiungerci"
Davanti alla porta del rifugio Toni Demetz ci sono due metri di neve che, secondo il gestore, "si scioglieranno presto. Nulla di cui preoccuparsi, basterà salire attrezzandosi con ramponi o utilizzare l'ovovia. A darci pensiero è piuttosto la questione acqua: al momento non manca ma lo scorso anno la carenza di risorse idriche si era fatta sentire, causando problemi. Staremo a vedere"

SELVA DI VAL GARDENA. Siamo a metà giugno ma al rifugio Toni Demetz, che svetta a quota 2.865 metri sulla Forcella del Sassolungo, ci sono due metri di neve. "L'apertura è prevista per il 15 giungo ed è confermata", rivela il gestore della struttura.
A maggio ci si era messi al lavoro per ripristinare in particolare gli impianti, la storica ovovia che conduce fino alla struttura, giocando d'anticipo in vista della riapertura del rifugio. Così, i tecnici erano saliti in quota utilizzando l'elicottero, unico modo per raggiungere la zona vista la molta neve. Il 17 maggio, il Toni Demetz si mostrava completamente ricoperto da un manto bianco che, tutt'oggi, cinge la struttura.
"Siamo saliti su in elicottero - aveva spiegato allora Carlo Pellegrino a Il Dolomiti, che aveva realizzato e condiviso uno straordinario video sui social -. Non era possibile accedere all'impianto in altro modo se non quello, vista la quantità di neve a monte".
Situato nel cuore delle Dolomiti, esattamente in cima alla Forcella del Sassolungo, il Demetz è magicamente incastonato tra il Sassolungo stesso e le Cinquedita e raggiungibile a piedi o grazie all'affascinante ovovia, ora 'comoda' in particolare per evitare la molta neve caduta nelle scorse settimane. "Sebbene ci siano attualmente un paio di metri di neve - premette il gestore - la pioggia ha già provveduto a farne andare via un po' e questo ci fa pensare che presto si scioglierà del tutto".
Pertanto, l'apertura fissata per dopodomani, 15 giugno, è confermata: "I sentieri sono facilmente percorribili, in particolare quello dal Passo Sella. Per quanto riguarda invece la via che conduce al rifugio Vicenza, sarà necessario attrezzarsi con i ramponi - sottolinea ancora -. Chi volesse evitare la camminata può tranquillamente raggiungerci in ovovia. La neve, ad ogni modo, non ci preoccupa affatto. A preoccuparci di più è la questione acqua (la cui scarsità aveva causato problemi lo scorso anno ndr) che, fortunatamente, per il momento non manca: staremo a vedere".


















