In quota tutto pronto (o quasi) per la stagione estiva, Silva: "Molti rifugi riapriranno il 20 giugno ma quelli oltre i 2.500 metri potrebbero avere problemi"
La presidente dell'associazione Rifugi del Trentino Roberta Silva: "La maggior parte delle strutture riaprirà i battenti attorno al 20 giugno. Ad avere problemi causa neve potrebbero essere i rifugi oltre i 2.500 metri di quota: tutto dipende dal tempo e da come andranno i prossimi giorni"

TRENTO. Una coltre bianca è tornata a posarsi sulle montagne del Trentino e per i rifugisti che gestiscono strutture oltre i 2.500 metri di quota c'è un gran daffare (o meglio ancora c'è sempre più da fare). Il momento dell'apertura per la stagione estiva si avvicina e non manca chi (già da qualche giorno) instancabilmente si dedica a spalare la tanta neve presente.
Fra i vari rifugisti impegnati nella preparazione della strutture in quota c'è anche Sergio Rosi, gestore del Passo Principe, che svetta a quota 2.601 metri nel gruppo del Catinaccio: "L'apertura è prevista fra qualche settimana ma qui continua a nevicare - riferisce, intervistato da Il Dolomiti -. Stiamo lavorando sodo per terminare l'essenziale e aprire parzialmente (il rifugio è attualmente in fase di ristrutturazione) a fine giugno".

In alcune zone la neve ha raggiunto i 4 o 5 metri di accumuli, come in Marmolada dove Capanna Punta Penia è divenuta ormai 'invisibile' agli occhi di chi in questi giorni osserva la Regina delle Dolomiti. A mostrare quanto sta accadendo a quota 3.340 metri, è stato nelle scorse ore Carlo Budel, che da giorni si sta dedicando a spalare per liberare la 'sua' capannina: "La riapertura della struttura era prevista per questo weekend: avevo anche diverse prenotazioni - riferisce il rifugista -. Purtroppo a causa della situazione attuale sono stato costretto a rinviare".
La maggior parte dei rifugi, però, non ha per ora (fortunatamente) avuto problemi per quanto concerne le riaperture per la stagione estiva 2024, come conferma a Il Dolomiti Roberta Silva, presidente dell'associazione Rifugi del Trentino e gestrice del Roda de Vaèl, che sorge sul Catinaccio in val di Fassa: "Chi doveva aprire ha già aperto - premette -. Io, ad esempio, avevo fissato come data di apertura il 25 maggio e sono riuscita ad aprire senza problemi. Certo, il maltempo non aiuta ma noi ci siamo".
E prosegue: "La maggior parte delle strutture in quota riaprirà i battenti attorno al 20 giugno. Ad avere problemi causa neve potrebbero essere i rifugi oltre i 2.500 metri di quota ma direi che il bilancio andrà fatto fra una settima: tutto dipende dal tempo e da come andranno i prossimi giorni".
Nel frattempo, a quei rifugisti che gestiscono strutture d'alta quota come Budel o Rosi non resta che continuare a spalare, sperando in una finestra di bel tempo, ma soprattutto che la neve "dia un po' di tregua".













