Niente Olimpiadi a Piné ma c'è il "contentino" della riqualificazione dell'impianto a 1.000 metri di quota mentre sulla Panarotta sono rimaste chiuse le piste
Via libera al protocollo per ampliare e riqualificare la skiarea a Bedollo sull'Altopiano di Pinè. Un investimento da quasi 700 mila euro anche per una nuova sciovia a circa mille di quota

TRENTO. Niente Olimpiadi e sono ancora incerti i piani di investimento per "risarcire" i sogni spezzati a cinque cerchi. Ma l'Altopiano Pinè può "consolarsi" con un restyling della skiarea a "Prati da Lago". Area sciabile più ampia e ridefinita, una sciovia monoposto e il riposizionamento del tappeto di risalita esistente. Le grandi manovre del Trentino per rilanciare il territorio. Poco importa se siamo poco sopra i mille metri.
Un investimento per migliorare il Winter Park Pradis-ci nella zona del lago delle Piazze sul territorio di Bedollo. Un'area adatta per i bambini che vogliono divertirsi sulla neve e imparare a sciare con anche un tapis roulant e lo skilift, una zona che offre la possibilità di scendere con bob, slitte e gommoni. A completare il servizio un punto noleggio.
Poco lontano, regolarmente aperti gli impianti di Funivie Lagorai a passo Brocon. Non un comprensorio enorme ma strutturato con 12 piste di varia difficoltà, 4 impianti di risalita, 1 campo scuola, 2 chalet, 2 scuole/associazioni di maestri di sci e 1 noleggio. Una skiarea che si sviluppa tra 1.600 e 2.050 metri. A restare chiusa durante l'inverno invece la Panarotta un certo peso specifico l'hanno avute anche le mancate revisioni delle seggiovie Rigolor e Malga, cuori della piccola località in Valsugana. La Provincia ha sostanzialmente incassato la decisione della società di gestione e sono sembrati muoversi poco gli enti territoriali per cercare di salvare almeno il campo scuola a servizio e beneficio degli sci club.
Il futuro della Panarotta è all'ordine del giorno, anche se le incertezze permangono con un tavolo aperto per valutare le ipotesi di rilancio. Più fortunata la località Piazze. A luglio 2021 il Comune di Baselga di Pinè e di Bedollo hanno richiesto alla Provincia un supporto tecnico al fine di intraprendere un percorso di aggiornamento e di potenziamento del suddetto impianto di risalita, in particolare ampliando la ski area prolungando verso monte il tracciato della linea funiviaria e conseguentemente prolungare la pista da discesa "Prati da Lago".
Ecco il via libera arrivato negli scorsi giorni per sottoscrivere un protocollo con Trentino Sviluppo e la volontà di riqualificare l’area sciabile con la realizzazione di una sciovia monoposto a fune alta con stazione motrice posta a valle alla quota indicativa di 1021 metri e stazione di rinvio fissa alla quota indicativa di 1061 metri. Poi il riposizionamento del tappeto di risalita esistente e la ridefinizione della pista a servizio del tappeto stesso. Si possono prevedere, se necessari, degli espropri.
L'opera verrebbe data in locazione all'amministrazione comunale per una durata della vita tecnica dell'impianto e con facoltà "per il Comune di Bedollo di sub-locazione previo esperimento delle procedure di legge –alle condizioni di cui al contratto". Le parti "convengono la durata del contratto in 30 anni, con obbligo delle stesse - qualora la vita tecnica dell’impianto ecceda i 30 anni - a stipulare nuovo contratto di locazione alle medesime condizioni e con durata pari alla vita tecnica residua dell’impianto".
L'intervento si attesta a quasi 700 mila euro ("Le parti condividono la stima di massima dell’intervento complessivo, ammontante ad euro 681.449,00 compresi oneri fiscali, incluse spese di progettazione"). Cifra che non manda in default un bilancio provinciale e si dirà che il sostegno a queste località, "palestra per i giovani" sono strategici. Tutto legittimo e tutto vero. Ma anche il segno dei tempi di un Trentino che non riesce a trovare il coraggio di pianificare un futuro in linea con i cambiamenti dettati dalla crisi climatica. Dal finanziamento provinciale a Bolbeno al sostegno alla neve sparata in via Belenzani del Comune di Trento, c'è sempre un buon motivo per un investimento che guarda al passato.














