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| 30 gen 2023 | 19:42

"Pesce, champagne e bistecche 'oversize' in quota? Ok, ma non sono rifugi". Il Cai Alto Adige sulle strutture in quota: "Immagine romantica 'sfruttata' come biglietto da visita"

Diventa sempre più frequente che molti clienti "pretendano" in quota lo stesso trattamento di un ristorante a valle, "senza rendersi conto delle difficoltà che comporta l'essere rifugista".  Il presidente Zanella: "Sembra ormai che le persone non vogliano più andare a sciare se non hanno il pesce sulle piste"

Pesce, champagne e bistecche 'oversize' in quota?
di Francesca Cristoforetti

BOLZANO. "Pesce, pizza, champagne e bistecche oversize in quota? Ok, ma ripetiamo che non sono rifugi". Il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, torna a esprimersi sulla definizione di rifugio che non può essere estesa a qualsiasi struttura in quota, come a ristoranti stellati, resort e alberghi veri e propri con tanto di centro benessere.

 

Questa "battaglia" era cominciata ancora qualche tempo fa, dopo l'annuncio dell'iniziativa Sommelier in pista" organizzata dall'Alta Badia per proporre degustazioni dei migliori vini dell’Alto Adige lungo le piste da sci, in alcuni rifugi partner.

 

Ed è proprio sulla definizione che il Cai non si trova d'accordo. A seguito anche di diverse testimonianze diventa sempre più frequente che molti clienti "pretendano" in quota lo stesso trattamento di un ristorante a valle, "senza rendersi conto delle difficoltà che comporta l'essere rifugista". Proprio per questo Zanella torna a ribadire il concetto.

 

Ma il turismo si sta ormai sempre più sviluppando in questa direzione? Questo può essere un modo anche per far rivivere la montagna? " Come ben precitato più volte - aggiunge Zanella -, non siamo contrari a saune, spa o ristoranti accessibili a tutti ma non possono essere definiti rifugi solo per sfruttare un'immagine pubblicitaria 'più romantica'. Ormai si stanno creando sempre più malintesi anche per il turista. Sembra ormai che le persone non vogliano più andare a sciare se non hanno il pesce sulle piste". 

 

Il problema, a detta del presidente, emergerà ancora di più nel periodo estivo. "La denominazione di 'rifugio' viene utilizzata anche dalla politica come biglietto da visita - conclude - perché aumenta il turismo sul territorio. Che da una parte è sicuramente positivo, dall'altra dobbiamo pensare anche ai risvolti negativi, come la confusione nel cliente. Per questo c'è bisogno di restringere il campo e ripensare a una soluzione".

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